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Una composizione di formazioni rocciose acquatiche biogenetiche formate e ingrandite dai sedimenti degli scheletri calcarei dei coralli è una barriera corallina tipica formazione di mari e oceani tropicali. La barriera corallina del Belize formatasi nel mare dei caraibi è la seconda al mondo come lunghezza ed è la maggiore dell’emisfero boreale, i coralli che sono animali polipoidi che fanno parte delle classi antozoa, phylum e cnidaria hanno modificato le coste creando un mondo sommerso dagli incredibili colori e ricchissimo in biodiversità, in quanto queste formazioni offrono protezione a migliaia di tipi di pesci. molluschi, crostacei ed echinodermi, e la barriera è anche frequentata dai predatori di tutti questi animali, le barriere aumentando la loro altezza grazie alla sedimentazione hanno anche formato degli atolli, delle isole e delle lagune, con una sabbia finissima dovuta all’erosione del mare o da alcuni pesci che si cibano dei coralli, dal 1996 la barriera corallina del Belize è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Le barriere coralline stanno soffrendo per via delle attività dell’uomo, per fortuna si sta iniziando a prendere alcune iniziative come l’aver proibito l’uso del veleno per stordire i pesci nella pesca, ma purtroppo vengono ancora usate le reti a strascico che insieme alle ancore dei pescherecci e dei vari battelli fanno gravi danni, ma il pericolo maggiore potrebbe venire dall’aumento delle temperature medie dell’acqua che porterebbe alla distruzione di questi capolavori della natura. Questa cosa è già successa alle isole Seychelles dove sotto l’azione del fenomeno di El Niño è scomparso circa il 90% dei coralli che erano presenti.
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