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Ovindoli è un piccolo comune montano in provincia di l’Aquila con circa 1200 abitanti, il paese è situato nel centro del parco del Velino-Sirente e gode di uno scenario donatogli dalla natura molto suggestivo. Nei suoi dintorni la montagna è di una straordinaria bellezza, e grazie alla sua posizione geografica e alla configurazione montuosa vi è sempre una buona quantità di neve, che dura per molto tempo, e per questo la località è stata fornita di eccellenti impianti, e di varie piste che si snodano tra 1400 e 220 metri , per un totale di una trentina di chilometri una decina di questi chilometri possono funzionare anche grazie a un ultra moderno sistema di innevamento artificiale di alta qualità, che permette un funzionamento delle piste anche in condizione di temperature al limite delle possibilità, sono nate anche una scuola di sci e una di snowboard, E questo piccolo paese montano circondato dal silenzio della natura, stupendo in tutte le stagioni, sia quando il verde dei pascoli domina lo scenario, che quando il bianco manto nevoso ricopre ogni cosa e fa risplendere i panorami dei monti del circondario è diventato a pieno titolo come uno dei migliori posti turistici nel centro sud d’Italia. La più recente delle ipotesi è che il suo nome derivi da “(pascua) ob hinnulos”, pascoli per muleni, Il paese è sorto sui ruderi di una fortezza dei Marsi, che fin dai tempi antichi, aveva una preminente funzione difensiva e di guardia ed era il caposaldo dei vari villaggi sorti nella Valle d’Arano che lo circonda, e iniziò a svilupparsi l’abitato attuale con la fuga degli abitanti delle zone circostanti verso il castello causa le continuo scorrerie di popolazioni barbare. Il castello Marso in comunione con quello di Rovere situato nelle immediate vicinanze, per diversi secoli ebbe un ruolo di vitale importanza strategica, fino a quando Federico II riuscì a conquistare e distruggere Celano facendo avere molto probabilmente la stessa sorte a Ovindoli. Il paese fu teatro del passaggio dei soldati anche in occasione delle battaglie di Tagliacozzo, poi nel 1424 vi fù il passaggio delle truppe di Giacomo Caldora impegnate nella guerra scoppiata fra Braccio da Montone contro la città dell’Aquila, e vide di nuovo nel 1647 transitare l’esercito di Giulio Pezzola che si recava a Celano per bloccare l’insurrezzione scoppiata nella città e nell’intera Marsica. Sempre in questa zona le truppe borboniche di De Christen e del Luvará, dopo aver perso la battaglia di Magliano contro l’esercito Piemontese presero la decisione di lasciar perdere la loro inutile lotta e sciogliersi. Come è successo a quasi tutte le località montane italiane nel xx secolo con l’abbandono dell’attività della pastorizia, e nessun altra possibilità di lavoro gli abitanti del luogo iniziarono un graduale emigrazione verso zone che davano più prospettive di lavoro, portando il paese a un inesorabile decadenza, in seguito, da non molto grazie, all’intuizione di poter sfruttare la meravigliosa conformazione che la natura ha donato alla zona si è formata un ottima politica turistica, che ha radicalmente cambiato le prospettive degli abitanti locali, creando posti di lavoro e un benessere economico per la zona. Dell’antico villaggio di Obinalum si può ancora vedere la parte di mura chiamate dei Mutiati con i resti di una delle porte di accesso, una proprietà che fu dei conti Berardi costituita da un antico palazzo chiamato casa del Re Zappone e che si contraddistingue da uno stemma a forma di scudo, e si può vedere i ruderi della chiesa Dell’Assunta, crollata durante un forte terremoto avvenuto nel 1915, e che si trova vicino al Monumento dell’Alpino, e sono stati ritrovati vari ruderi fra i quali i resti di una villa romana rinvenuti nella frazione di San Potito. e in paese proprio sotto la piazza è stato ritrovato un sepolcro romano scolpito.
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