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  • Fumane è un comune di circa 4.000 abitanti in provincia di Verona, da cui dista una ventina di KM in direzione nord ovest, il territorio del comune varia da un altezza di 156 metri slm. a 1.128 m slm., ed è ampio e molto popolato. Il territorio si estende nella vallata dominata dai monti Corno d’Aquilio 1545 m. slm. e Pastello 1.128 m. slm. Il capoluogo è formato dalle località Banchette, Fumane, Bertarole, Casetta, Casterna, Isola, Osan, Piani, Vaio e Volta, del comune fanno parte anche i borghi di Marega, Mazzurega con la Cà, Cavalo, con Stravalle, Verago di Sotto e Verago di Sopra; Molina, con Manune; e Breonio, con Gorgusello di sopra, Gorgusello di sotto e Paroletto. Molina e Breonio hanno iniziato a far parte del comune di Fumane soltanto a partire dal 1929, durante il periodo fascista della grande ristrutturazione degli enti locali , quando fu soppresso il comune di Breonio. Allora il comune nella Lessinia Occidentale si chiamava Breonio in Sant’Anna d’Alfaedo, e lo stemma del vecchio comune, con i tre monti defilati, ora appartiene a quello di Sant’Anna. Tra le tre valli che compongono la Valpolicella quella di Fumane è la più recondita e viene chiamata Valle dei Progni nella sua parte superiore, difatti è profondamente scavata nelle rocce di calcare risalenti al giurassico, fino a Breonio. La valle di Fumane è quella più a ovest delle valli lessiniche, e la dorslae formata dai monti Pippetta, Pastelletto, e Pastello la separano dalla valle dell’Adige. Moltissimi sono i luoghi interessanti da vedere nel territorio del comune di Fumane, La chiesa parrocchiale di Cavalo risalente al XVIII secolo. L’attuale chiesa parrocchiale è stata edificata nel 1785. All’interno conserva alcuni affreschi di Marco Marcola del 1791 con come soggetto gli Apostoli. Dello stesso anno si vede la tela Madonna in gloria opera di Pio Patti, Il campanile risale al XIII secolo.
  • la chiesa Vecchia di Cavalo risalente al XIV secolo quando divenne la parrocchia servendo anche Mazzurega e Monte, era Rettoria con Priorato. È situate sulla strada che collega Cavalo con Monte. La chiesa venne rifatta su una costruzione precedente del periodo romanico, di cui rimangono come tracce, la base del campanile, un mezzo capitello e la muratura del fianco settentrionale. La struttura attuale, con la facciata semplice, a capanna, composta da un una unica navata, la porta rettangolare e piccola e la lunetta con i resti di un affresco dipendono dal rifacimento della chiesa. Il campanile, edificato una base preesistente del periodo romanico è basso con la pianta larga e dovrebbe essere stato costruito poco prima del rifacimento della chiesa. Conserva un fonte battesimale esagonale di marmo liscio senza iscrizioni risalente al XV secolo. Nel 1610, la chiesa venne interamente affrescata da Paolo Ligozzi. La pala dell’altare maggiore con come soggetto l’Assunta venne dipinta nel 1705 da Antonio Simbenati. Nell’ingresso del presbiterio, ci sono gli affreschi raffiguranti San Benedetto con la Regola, San Zeno, San Rocco e San Sebastiano. Nel 1980 durante il restauro del pavimento venne scoperta un’ara sacrificale dedicata alla divinità degli Arusnati Lualda. La chiesa Parrocchiale di Mazzurega risalente al XVI secolo, conserva al suo interno un dipinto del 1556 di Antonio Badile, mentre gli altari risalenti al XVIII secolo sono opera di San Gregorio di Verona. La parrocchiale di Fumane, dedicata a San Zeno, la cui riedificazione risale al XVIII secolo, in base a un progetto di B. Dal Pozzo. Nel suo interno si può ammirare una pala opera di Antonio Balestra risalente agli anni intorno al 1700. La costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale di Molina risale all’inizio del XX secolo, negli anni tra il 1904 e il 1910, su un progetto dell’architetto Flaminio Fraccaroli. Interessante è il campanile, antecedente alla chiesa attuale, edificato completamente in Pietra della Lessinia. Divenne la chiesa parrocchiali il 1º gennaio 1915 e venne consacrata dal cardinale Bartolomeo Bacilieri nativo del paese. Il Santuario Nostra Signora di La Salette che risale al XIX secolo. Nel XII secolo la parte sud del comune faceva parte del feudo monastico dell’Abazia di San Zeno, il suo riferimento religioso era la chiesetta di Santa Maria del Degnano, situata in località Vaio, dove si possono vedere delle testimonianze risalenti al 1163. La chiesetta sorge su un luogo sacro pagano, visto che è stata ritrovata un’ara dedicata alla divinità arusnate Lualda.
  • La Villa Cazzola-Della Torre risale al XVI secolo, e viene consderata una delle maggiori espressioni del XVI secolo veronese. Non si è ancora stabilito se venne edificata su un progetto di Michele Sammicheli, o Giulio Romano, o Bartolomeo Ridolfi. Viene ipotizato che per la sua costruzione occorsero molti anni, e magari il progetto originale venne modificato da altri personaggi. Esiste un disegno datato 1562 che la raffigura come appare al giorno d’oggi. Nei confronti delle ville dello stesso periodo la pianta è anomala. Nel suo aspetto ricorda le domus romane. Nell’interno si trovano tre cortili, collocati a piani crescenti, con il più basso che entra nel giardino, e il più alto entra nel vasto brolo. Una scala curva collega il primo cortile con il peristilio. Nel cortile superiore si può ammirare un tempietto a forma ottagonale risalente al XV secolo opera di Michele Sammicheli. La villa si incornicia meravigliosamente con la natura circostante. Altre interessanti ville da vedere sono: Villa Ravignani-Antonietti, Villa Cavarena e Corte Lorenzi.
  • Il Riparo Solinas, attualmente noto come Grotta di Fumane, si trova sopra la località Cà Gottolo lungo il percorso della vecchia strada che da Fumane porta alla frazione Molina. Il Riparo Solinas è stato strutturato come un insolito museo ed è stato reso accessibile alle visite del pubblico, grazie al contributo di una fondazione bancaria locale. Rimane un po scomodo da raggiungere, essendo ad alcune centinaia di metri dal parcheggio, e dovendo percorrere a piedi una ripida salita, un gruppo di architetti guidati da Arrigo Rudi ha curato la trasformazione del sito in un museo. Il museo ha due entrare, di cui una situata sulla strada, molto alta ed è formata da lamelle di legno e plastica trasparente in modo di favorire la maggiore penetrazione possibile di luce naturale, la seconda entrata si trova nel bosco e permette di entrare nella parte alta della grotta, permettendo ai visitatori di non passare per la scala a pioli che bisogna percorrere entrando dalla prima entrata, nella grotta si vede lo scavo stratigrafico, datato col sistema del radio carbonio. Che è evidenziato e spiegato. In ogni strato si vedono evidenziati i reperti trovati, come i carboni, le carcasse di animali con le zone in cui venivano macellati, le schegge, le selci, le sostanze organiche e i vari strumenti. Il riparo vero e proprio fu abitato in tempi più recenti e fu colorato con ocra rossa, e si notano resti di più focolari. Si nota la presenza di una fossa usata come deposito dei rifiuti permettendo alla grotta di essere sgombra da essi. Dalla parete si sono staccati alcuni disegni in ocra. Fino a oggi ne sono stati identificati cinque, di cui un paio molto conosciuti, il primo raffigura uno sciamano dipinto con un copricapo con corna e con in mano un oggetto votivo, l’altro rappresenta un animale, non è definito se si tratta di un un felide o di un mustelide. Il riparo prevalentemente era abitato dalla primavera all’autunno mentre nel periodo invernale c’era uno spostamento in zone meno fredde. la risalenza dei reperti ha attinenze con i ritrovamenti avvenuti nel sud est francese. Una parte degli oggetti ritrovati si può vedere nel Museo di Sant’anna d’Alfaedo. I reperti trovati vanno da selci e da utensili di osso a oggetti ornamentali, conchiglie e denti di cervo. Il ritrovamento di resti di animali ha permesso un chiarimento sulla fauna che viveva nella zona, e di sicuro c’erano la volpe, la iena, il lupo, l’orso bruno, la lince, il gatto selvatico e il leone delle caverne, i resti di questi animali sono successivi anche alla presenza umana. Vista la recente scoperta, potrebbe trattarsi dell’unico importante sito archeologico dove visita e ricerca coesistono. La struttura fa parte del sistema dei musei della Lessinia che coinvolge in prima istanza la Comunità Montana della Lessinia e in secondo piano l’Ente Parco e il comune. La ricerca attualmente è guidata dalle Università di Ferrara e Milano, ma è aperta alle collaborazioni internazionali, al punto che la recente inaugurazione è stata coordinata dal professor Janusz Kozlowski di Cracovia attuale presidente della Commissione Europea del Paleolitico Superiore.
  • Il parco delle cascate di Molina che attira tra i 30.000 e i 50.000 visitatori annuali, è nato da un idea del professor Giuseppe Perin, un geologo e confratello dell’ordine di Don Calabria. Il Perin rimase affascinato dall’unicità della zona delle cascate, e propose alla comunità di Molina e alle autorità locali la costituzione del parco. Perin fu attivo come geologo anche in altre parti della Lessinia. Il parco ha creato diversi posti di lavoro che hanno permesso a più molinesi di mantenere la residenza. La comunità di Molina, riconoscente delle intuizioni di Perin, lo ha ricordato con una stele nella piazza della Chiesa.
  • Il museo botanico, è uno dei sette musei del Sistema di musei della comunità della Lessinia.
    Il Museo Botanico della Lessinia di Molina venne inaugurato nel 1981 e successivamente ampliato nel 1996. Situato nell’edificio adiacente al campanile, il museo è intitolato a Giovanni Zantedeschi un medico e botanico nato a Molina nel 1773. Nel suo interno si possono vedere circa 300 specie della flora sia della Lessinia che della Valpolicella.
  • se volete arrivare a Fumane in auto vi conviene prendere l’autostrada A4 Milano Venezia, quindi proseguire sulla A22 fino al casello di Verona nord, quindi percorrere tutta la superstrada per San Pietro Incariano e da qui seguire le indicazioni per Fumane.
  • se volete arrivare a Fumane in treno vi conviene arrivare alla stazione di Verona Porta Nuova, da dove parte una linea di autobus per Fumane.
  • se volete arrivare a Fumane in aereo dovete arrivare all’aeroporto Valerio Catullo di Verona, quindi proseguire in autobus o taxi fino alla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova, da dove parte una linea di autobus per Fumane.
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