|
La città di Gubbio sembra un gioiello incastonato alle pendici del monte Ingino. Questa città medioevale è un vero gioiello che alla dolcezza del paesaggio che la circonda unisce la purezza dell’aria e un architettura dalla bellezza superlativa. Caratterizzata dalle sue piccole vie tutte perfettamente conservate e mantenute, dalle case con le caratteristiche porte adibite all’uscita delle bare e chiamate porte dei morti, che fanno da cornice ai più bei palazzi e monumenti. Tra cui spicca il Palazzo dei Consoli un imponente edificio risalente al 300, in cui alcune sale sono state strutturate per funzionare da Museo, dove vengono conservati tra i tanti reperti, monete, ceramiche, marmi, vari dipinti della scuola eugubina e toscana, le famose tavole eugubine, una delle più antiche testimonianze della storia Umbra, consistenti in sette lastre in bronzo, incise con caratteri latini e umbro che trattano di argomenti religiosi. Proprio di fronte al palazzo dei Consoli si trova il Palazzo Pretorio un imponente edificio, dove ora ha sede del comune, che praticamente non è mai stato finito. Nei primi anni dell’Ottocento, fu edificato sul lato a nord un nuovo corpo. L’interno consiste in tre grandi sale sovrapposte, con un unico pilastro centrale che sorregge le ampie volte a crociera. Nella piazza in cui sorgono questi 2 palazzi, ogni anno, verso la fine di Maggio si svolge il Palio della Balestra, una spettacolare competizione in cui si gareggia con l’antica balestra da postazione medievale. Questo palio ha origini secolari e si svolge al pomeriggio in piazza della Signoria. Alcuni documenti del 1461 riportano la cronaca dello svolgimento di questa gara a Gubbio. Preceduti da un corteo con i personaggi in costumi medioevali, che portano i vessilli e gli stendardi, dagli sbandieratori che fanno sfoggio di tutta la loro abilità, arrivano vestiti come si usava nel medioevo i balestrieri che parteciperanno alla gara, che una volta finita concederà al vincitore l’onore di ricevere il Palio, quindi iniziano i festeggiamenti lungo le vie cittadine, illuminate da fiaccole, facendo rivivere come in un sogno la vita medioevale. Nella loro semplicità sono bellissimi gli altri monumenti, come il Palazzo del Bargello un edificio risalente al 300 caratteristico e ottimamente conservato. La tradizione dice che era l’antica residenza del Bargello, colui che nel periodo dei comuni faceva il servizio di polizia. Davanti a questo edificio c’è l’onoima fontana, risalente al 500 ma restaurata nel tardo 800,in ciità è chiamata la fontana dei matti, per il fatto che uno che viene bagnato con l’acqua che sgorga dalla fontana, e compie tre giri intorno alla fontana stessa ottiene allegoricamente la patente di matto di Gubbio. La Chiesa di S. Maria Nuova ha la caratteristica architettura cistercense comune negli edifici ecclesiastici dell’eugubino risalenti al XIII secolo. La facciata particolarmente elegante è semplice. Nell’interno della chiesa, si può vedere La Madonna del belvedere un affresco del 1413, di Ottaviano Nelli, il più grande esponente della scuola eugubina nella prima metà del XV secolo. C’è conserata anche un immagine di S.Antonio Abbate opera di Guido Palmerucci risalente al XIV secolo. Il Palazzo Ducale con un incantevole cortile rinascimentale e le bellissime tarsie del portone, il soffitto a cassettoni, il camino in pietra serena e le formelle in laterizio delle tettoie del palazzo. Sul monte Igini si trova la Basilica di S. Ubaldo, patrono della città, che si può raggiungere anche in funivia. La costruzione è di epoca medievale e le sue origini risalgono al XII secolo, venne rifatta nel XVI secolo. Da ammirare ci sono il magnifico portale. un elegante chiostro da cui si accede al tempio. La struttura dell’interno è fatta a cinque navate, e si può vedere uno stupendo altare miniato in stile rinascimentale, dove in un’urna di cristallo è conservato e esposto il corpo di Sant’Ubaldo. Tra gli eventi da segnalare c’è quella che forse è la più originale delle feste Umbre, La corsa dei Ceri, che si svolge il 15 Maggio giorno dedicato a S. Ubaldo, e coinvolge l’intera città oltre a innumerevoli turisti che si riversano a occupare ogni angolo delle trecentesche stradine e piazze della città. Le origini della festa si fanno risalire al 1160, anno della morte del Vescovo Ubaldo, e ogni anno ormai da secoli, i Ceri, vere e proprie costruzioni in legno, sostenute a spalla da squadre di vari uomini, vengono trasportati correndo tra le strade della città risalendo poi il monte Igino fino alla Basilica di S. Ubaldo. Nel tardo pomeriggio della giornata prende il via l’emozionante corsa, partendo da Piazza della Signoria il Sindaco da il via e i ceraioli trasportano le tre costruzioni a forma di clessidra poggiata su 2 barre, che consentono l’appoggio sulle spalle, per un percorso di circa 7 KM. I tre ceri rappresentano le corporazioni dei muratori, commercianti e contadini che tramandano la festa. Ogni cero ha una cuspide che sorregge il santo patrono delle tre corporazioni, S. Ubaldo i muratori, S.Giorgio i commercianti e S. Antonio Abate i contadini. I trasportori dei ceri sono vestiti in costumi medioevali, e dandosi spesso il cambio, sotto l’incitamento della folla, partono per questa corsa sfrenata, che talvolta riporta qualche ferito, e tanti contusi. Assistere a questa corsa significa fare un salto affascinante nel passato, e vivere una giornata da favola.
|