monastero benedettino, abbazia di monte cassino, tempio di apollo. |
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L’abbazia di Monte Cassino insieme a due oratori e a una casa per i monaci, è stata fondata da San Benedetto da Norcia circa nel 540 DC, su un territorio dove sorgevano un’antica torre, un tempio dedicato ad Apollo, uno dedicato a Giove e un presidio romano, l’abbazia è sorta sulla cima di un monte alto 500 metri subentrando a uno degli oratori costruito poco tempo prima, mentre l’altro oratorio è stato costruito più in basso insieme alla casa dei monaci. Il territorio è nel comune di Cassino, in provincia di Frosinone, nel Lazio. Lo stile di vita di Benedetto e dei suoi discepoli contribuirono a farne un centro religioso molto famoso, dove oltre alla preghiera si praticava lo studio e i lavori manuale compresi i più umili. La fondazione dell’abbazia contribuì a partire dal VI secolo in poi allo sviluppo urbanistico della zona, portando benessere economico e floridezza, seguendo la tendenza che i primi centri fondati dai monaci caratterizzarono l’Italia in quel periodo.
Durante il medioevo gli abati dell’abbazia si dedicarono a un minuzioso lavoro di trascrizione e conservazione di libri antichi, tradussero dal latino e dal greco le opere dell’ antichità, facendo un imponente biblioteca in cui si conserva ancora il placito cassinese, primo documento giuridico scritto in lingua volgare, e un immenso archivio di testi il lingua volgare, miniature e i quasi rarissimi e preziosi documenti stampati con la tecnologia dei caratteri mobili e chiamati incunaboli. Nell’abbazia funzionavano anche le scuole scrittorie e miniaturistiche che contribuirono notevolmente all’incremento di testimonianze storiche, e hanno conservato i preziosi codici miniati cassinesi, e documenti come il “placito cassinese”, I monaci dell’abbazia praticarono anche studi sulla medicina, la musica, l’astronomia il diritto, e le scienze filosofiche. Il monastero venne distrutto dai longobardi quando invasero l’Italia verso il 590 DC. Il monastero riprese vita con il ritorno dei benedettini da Roma, verso il 720 DC. e l’abbazia fece presto a riaffermarsi come importante centro colturale. Fu fondato uno scriptorium dall’abate Paolo Diacono, e in questo periodo vennero trascritte di nuovo molte opere antiche e si affermò come uno dei maggiori centri di propaganda della scrittura beneventana. Seguì di nuovo un periodo in cui l’abbazia dovette essere abbandonata a causa dell’invasione dei Saraceni che inflissero anche gravi danni alle strutture. Quindi il monastero iniziò a riprendere parte del suo splendore con l’abate Aligerno e in seguito raggiunse il suo massimo fulgore con uno dei più famosi dei suoi abati di nome Desiderio, che in seguito venne eletto Papa con il nome di Vittore III, negli anni finali dell’XI secolo, Questi fece fare un importante lavoro di restauro dell’abbazia, e fece fare importanti opere artistiche nella chiesa trasformandola in una grande Basilica e arredandola con notevoli affreschi e mosaici. Questi lavori eseguiti in un lasso di 5 anni furono fatti con materiali lapidei fatti arrivare appositamente da Roma, e facendo arrivare direttamente da Bisanzio pittori e mosaicisti bizantini, oltre a architetti lombardi e amalfitani. E in questo periodo ripresero anche tutte le varie attività degli abati che recuperarono anche gran parte dei tesori originali, in più la presenza degli artisti bisantini contribuì a fondare la scuola cassinese di pittura, documentata tra l’altro dagli affreschi che decorano la chiesa di S. Angelo in Formis eseguiti verso la fine del XI secolo. Purtroppo grande parte di queste opere sono andate distrutte negli anni a seguire. L’abbazia divenne un centro primario dell’ordine e della Chiesa fino al 1349, quando un forte terremoto inferse gravissimi danni all’abbazia, e per una quindicina d’anni ebbe un periodo di decadenza, i benedettini iniziarono a ricostruirla nel 1366, ma ritornò ad essere all’apice dei monumenti artistici solo nel XVII secolo, dopo che famosi pittori come Luca Giordano, Francesco Solimena, Francesco de Mura, insieme ad altri collaboratori e vari architetti la rinfrescarono con deliziose decorazioni, diventando con il suo ultimo aspetto un tipico monumento barocco napoletano. |







