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percorsi Lazio, abbazia montecassino, monastero di montecassino.

L’ultima grave sciagura che si è abbattuta sull’abbazia e che ci ha impedito di vederla in quelle magnifiche condizioni è stato un bombardamento aereo da parte degli anglo-americani nel febbraio del 1944, i quali sospettando erroneamente della presenza di reparti e comandi tedeschi nel monastero gli infersero notevoli danni prima di iniziare la liberazione via terra. A partire dal 1948 all’ingegnere G. Breccia Fratadocchi venne dato il compito di ricostruire il più fedelmente possibile le parti distrutte, egli seppur dovendo combattere contro gli acerrimi nemici del falso antico e della parte integralista degli storici dell’arte riuscì nel 1956 a riportare l’abbazia all’aspetto antecedente ai bombardamenti, con la sua pianta originale di forma rettangolare aperta sul disegno dei tre chiostri, dei secoli XVI e XVIII, con la grandiosa basilica a tre navate, e all’interno furono realizzati spazi ciechi e muti tra le cornici delle volte con una riproduzione perfetta delle architetture distrutte. Dal bombardamento si erano comunque salvati il prezioso archivio ed i più rari e prestigiosi documenti bibliografici. Durante i lavori di restauro nel 1950 vennero riportate alla luce le reliquie di San Benedetto e di Santa Scolastica, che adesso sono state sistemate nell’altare maggiore. Praticamente integra è rimasta anche la cripta che degli artisti della scuola tedesca di Beuron avevano decorato nel 1913. Al giorno d’oggi nell’abbazia è ancora presente la celeberrima biblioteca, che anche se per le operazioni belliche ha perduto parte dei suoi inestimabili valori conserva ancora più di 1.000 codici, circa 40.000 pergamene e il fondo completo delle opere a stampa con 250 incunaboli. La biblioteca è stata dichiarata monumento nazionale e rientra nel novero delle biblioteche pubbliche statali. Inoltre, all’interno dell’Abbazia, si può visitare un interessante museo, dove sono conservate numerose opere d’arte e reperti di grande pregio e valore, tra cui: manoscritti, libri, disegni e stampe; resti della Basilica, reperti etruschi e di arte romana; statuette lignee, vasi ellenici, etruschi e italici; pitture e sculture benedettine, ricami e merletti. Il Monastero ancora oggi è abitato dai monaci, che ne consentono la visita ai turisti nel numero stabilito da Padri benedettini, e bisogna mantenere comportamenti consoni e di rispetto del luogo che si visita. Gli orari di visita dell’Abbazia: sono tutti i giorni al mattino dalle 8.30 alle 12.30 e al pomeriggio dalle 15.30 alle 17 prolungato alle 18 nel periodo in cui vige l’ora legale. Il Museo abbaziale è aperto solo la domenica. L’Abbazia territoriale di Montecassino è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede, appartenente alla regione ecclesiastica Lazio. È stata costituita nel VI secolo. È attualmente retta dall’abate Pietro Vittorelli. La diocesi di cui fa parte si trova nella parte sud orientale del Lazio, quasi al confine con la Campania in provincia di Frosinone e comprende le città di Cassino e Atina. Il territorio si estende su 567 Kmq. ed è suddiviso in 53 parrocchie. L’Abbazia di Monte Cassino è un celebre monastero benedettino e le varie comunità benedettine ricordano la ricorrenza della morte del loro fondatore il 21 marzo, mentre la Chiesa romana ne celebra ufficialmente la festa l’11 luglio, da quando papa Paolo VI ha proclamato san Benedetto da Norcia patrono d’Europa il 24 ottobre 1964. La Chiesa Ortodossa celebra la sua ricorrenza il 14 marzo. San Benedetto da Norcia, nato a Norcia, nel 480 DC circa e morto nel monastero di Montecassino nel 547 Dc circa è stato un monaco e poi proclamato santo italiano, fondatore dell’ordine dei Benedettini. Viene venerato da tutte le chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi. A Montecassino Benedetto visse fino alla sua morte, ricevendo l’omaggio di moltissimi fedeli in pellegrinaggio e di alcune personalità come Totila re degli Ostrogoti, che il monaco ammonì. Si narra che Benedetto morì intorno al 547, poco dopo sua sorella Scolastica, proclamata anche lei Santa con la quale ebbe comune sepoltura; secondo la leggenda dei devoti morì in piedi, mentre era sostenuto dai suoi discepoli, appena dopo aver ricevuto la comunione e con le braccia sollevate in preghiera, mentre li benediceva e li incoraggiava. L’abbazia fa parte dei monumenti nazionali italiani.


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