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  • L’Algeria è certamente uno degli stati Africani che permette dei viaggi meravigliosi, Partendo da Algeri una vacanza può diventare indimenticabile, i tour che si possono fare in Algeria sono molto interessanti, noi vi proponiamo alcuni dei viaggi da fare in luoghi da non perdere per il loro fascino o il pregevole valore archeologico. Vi facciamo vedere anche alcune foto di Algeri e dei luoghi più incantevoli dell’Algeria.
  • L’Algeria è uno stato situato nell’Africa del nord, collocata nel Maghreb, il suo territorio è in gran parte situato nel deserto del Sahara. Il suo nome deriva da quello della sua capitale, Algeri, che è anche il più importante porto del paese, si trova all’estremo nord ed è bagnata dal mar mediterraneo. Algeri per chi vuole visitare l’Algeria è una città che offre tantissime mete, come la città vecchia e la casbah con le sue viuzze strette e le ripide scalinate. Nel 1992 la casbah di Algeri è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. La moschea grande, è tradizionalmente ritenuta la moschea più antica di Algeri. Sul suo pulpito c’è un’iscrizione che riporta l’esistenza dell’edificio al 1018. Il minareto fu costruito da Abu Tachfin, il sultano di Tlemcen, nel 1324. L’interno della moschea è fatto a pianta quadra e diviso in navate da colonne unite con archi moreschi. Attualmente è la sede di un’importante scuola di teologia sunnita. La moschea Ketchawa, edificata verso la fine del 700, da Dey Baba Hassan. Il suo nome deriva del turco “keçi ova”,che vuol dire “vassoio delle capre”. Nel 1848, la moschea venne trasformata nella cattedrale di Saint Philippe dai francesi. La sua architettura originale venne modificata dai francesi. Nel 1962, quando l’Algeria ottenne l’indipendenza tornò ad essere una moschea. La Bastion 23 è una fortezza turca, e residenza dei governanti algerini durante l’epoca ottomana. La moschea nuova, chiamata anche moschea del mercato del pesce, risale al XVII secolo, edificata con pianta a croce greca, presenta un’ampia cupola bianca, quattro cupole minori negli angoli e un minareto alto 90 m. L’interno è simile quello della moschea grande. La Notre Dame d’Afrique è una chiesa cattolica finita di costruire nel 1872. I Jardin d’Essai sono un parco e giardino botanico che si estendono per 80 ettari, vennero creati su un terreno paludoso la cui umidità favorisce la crescita di piante tropicali che costeggiano gli ampi viali. Ospita anche un piccolo giardino zoologico. La Villa Abd-el-Tif, presente nel Jardin d’Essai, una volta era la residenza del bey e durante il periodo francese veniva riservata agli artisti titolari del premio della villa Abd-el-Tif, tra i quali Maurice Boitel. Nei suoi dintorni non si può non visitare, le rovine romane di Tipasa, un ex-colonia fenicia passata in seguito ai Romani. Il sito archeologico di Thamugadi, ora chiamata Timgad, fondata da Traiano nel I secolo; nel suo museo sono conservati antichi mosaici e le statue originali.
  • Altri luoghi molto interessanti in Algeria sono:
  • La Qal’a dei Beni Hammad o La cittadella degli Hammaditi che è un sito archeologico situato vicino al Mar Mediterraneo a ovest di Algeri, questo è uno dei complessi fortificati della civiltà islamica tra i più antichi e meglio conservati. Qui venne fondata nel 1007 la prima capitale della dinastia degli Hammaditi, successivamente distrutta nel 1152. La città si trova ad oltre 1.000 metri di altezza, ed è circondata dalle montagne. Fra le sue rovine, sono degni di nota il palazzo, un complesso di tre diversi edifici che testimonia l’alta raffinatezza architettonica raggiunta dal regno hammadita, e la moschea, la cui camera di preghiera dispone di 13 navate, è una delle più grandi d’Algeria. La Qal’a dei Beni Hammad è stata inserita nel 1980 nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
  • Djemila, è l’antica Curculum, un villaggio montuoso, situato vicino alla costa del mar Mediterraneo a est di Algeri, dove si trovano alcune delle rovine di antiche città romane meglio conservate nel Nordafrica. A Djemila si trovano le rovine di un teatro, due fori, templi, basiliche, archi, strade e case. Djemila è collocata sul confine tra la regione di Costantina e di Cabilia. Si tratta di un favoloso sito archeologico, i un inestimabile valore storico. Le rovine romane, molto ben conservate, sono circondate dal foro del duro, una grande piazza lastricata la cui entrata è contrassegnata da un imponente arco. Sotto il nome di Cuicul, la città venne edificata nel primo secolo d.C. La città inizialmente serviva per una colonia di soldati, poi si espanse e divenne un grande mercato commerciale. Le risorse che hanno contribuito alla prosperità della città sono state essenzialmente quelle agricole, principalmente i cereali e gli olivi. La città venne lentamente abbandonata dopo la caduta dell’Impero Romano tra il V e il VI secolo. I musulmani la occuparono e la ribattezzarono con il nome di Djemila, che in arabo significa “bella”. Nel 1981 Djemila venne inserito nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, come riconoscimento dell’adattamento straordinario dell’architettura romana ad un ambiente montuoso.
  • La valle dello Mzab è una regione situata nel nord del deserto del Sahara, nella provincia algerina di Ghardaia, a circa 600 chilometri a sud di Algeri. Sugli affioramenti rocciosi lungo lo uadi Mzab si trovano 5 villaggi fortificati, conosciuti comunemente con il nome di Pentapoli. Essi sono Ghardaia l’insediamento principale, Beni Isguen, Melika, Bounoura, ed El-Ateuf. Ad esse si sono poi aggiunte le città di Berriane e Guerara, per formare l’odierna Ettapoli. Le città, fondate ex-novo sulla base di principi urbanistici consapevolmente elaborati, costituiscono un interessante modello studiato da molti architetti moderni, a partire da Le Corbusier che visitò lo Mzab ne 1931, sia come esempio di pianificazione del territorio (con il centro, che coincide col punto più elevato in cui si erge la moschea circondato dalle abitazioni dei religiosi e poi via via, da quelle degli appartenenti ai mestieri considerati meno spirituali), sia per il tipo di architettura abitativa, in cui predomina una concezione quasi ad alveare, piuttosto lontana dalla concezione di una città formata da “case” distinte e separate tra loro. La combinazione fra il purismo funzionale della fede ibadita con lo stile di vita proprio delle oasi ha portato ad una rigorosa organizzazione dello spazio e del territorio. Ogni città possiede una moschea costruita sul modello delle fortezze, il cui minareto fungeva da torre di guardia. Intorno alla moschea vennero costruite abitazioni tutte uguali, a cerchi concentrici. Questo tipo di architettura venne sviluppato per scopi ugualitari, pur rispettando l’intimità familiare. Durante l’estate gli abitanti delle città migravano verso ‘città estive’, situate attorno a oasi con palmeti. La valle dello Mzab è stata inserita nel 1982 nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, come riconoscimento di un esempio intatto di un tradizionale habitat umano perfettamente adattato all’ambiente circostante. La natura stessa della cultura ibadita ha fatto sì che quest’area si conservasse intatta, e gli ibaditi continuano tutt’oggi a dominare la vita sociale della regione.
  • Il Tassili n’Ajjer, il cui significato in berbero è Altopiano dei tuareg Kel Ajjer, e si tratta di un massiccio montuoso presente nel deserto del Sahara, situato nella zona a sud est dell’Algeria vicino al confine con la Libia. Il massiccio si estende per circa 500 chilometri in direzione nord-ovest sud-est, e ha il suo punto più elevato nel monte Afao, alto 2.158 metri. La città più vicina è Djanet, situata a sud ovest del massiccio a circa 10 chilometri. La catena montuosa è composta in gran parte di arenaria. L’erosione dell’area ha fatto sì che si formassero circa 300 archi di roccia, oltre a numerose altre formazioni rocciose. A causa dell’altitudine e delle proprietà dell’arenaria, la vegetazione è molto ricca, al contrario di ciò che succede nel deserto circostante. Essa comprende, nella metà orientale e più alta della catena, una vastissima varietà di flora, tra cui spiccano le specie endemiche e rarissime del cipresso del Sahara e del mirto sahariano. L’ecologia del Tassili n’Ajjer appartiene all’ecoregione del Sahara occidentale. In questa regione millenni fa scorrevano numerosi fiumi, a testimonianza di un’epoca in cui il clima era molto diverso da quello attuale. Gran parte della catena montuosa, compresi i cipressi e i siti archeologici, sono protetti all’interno di un Parco nazionale, che sono una Riserva della biosfera e un sito inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
  • Timgad, era una colonia romana che venne fondata dall’imperatore Traiano nell’anno 100. Le sue pregevoli rovine sono un esempio di come venivano costruite le città romane. Le rovine di Timgad sono situate a 35 chilometri dalla città di Batna. La città venne fondata come colonia militare, doveva essere un bastione di difesa contro le popolazioni Berbere del Massiccio dell’Aurés. In origine fu abitata da veterani dell’esercito romano, a cui vennero assegnate delle terre in cambio degli anni di servizio militare prestato. Situata all’intersezione di sei strade, la città venne cinta di mura ma non fortificata. Secondo gli ideatori la città doveva avere 15.000 abitanti, ma ben presto si espansa notevolmente e senza rispettare la planimetria ortogonale della fondazione originale romana. Fra le rovine di Timgad si trovano il decumano e il cardo, affiancati da un colonnato corinzio oggi parzialmente restaurato. Il cardo non attraversa l’intera città, bensì termina in un foro all’incrocio col decumano. Nella parte terminale ovest del decumano sorge l’Arco di Traiano, un arco di trionfo alto 12 metri, parzialmente restaurato nel 1900. L’arco, costruito principalmente in arenaria, è corinzio con 3 archi, di cui quello centrale è largo più di 3 metri. L’arco è noto anche col nome di Arco di Timgad, in modo da non creare confusione tra il gran numero di archi trionfali costruiti dall’imperatore Traiano. Fra gli edifici della città si trovano una basilica, una biblioteca, quattro terme ed un teatro da 3.500 posti a sedere, in ottime condizioni di conservazione, tanto che ancor oggi viene utilizzato per rappresentazioni teatrali. A Timgad si trovano inoltre un tempio grande quasi come il Pantheon di Roma, dedicato a Giove Capitolino, una chiesa quadrata con abside circolare risalente al VII secolo, e una cittadella bizantina costruita negli ultimi giorni di vita della città. Timgad ebbe una pacifica esistenza per i primi secoli della sua storia e, a partire dal III secolo, divenne un centro di attività cristiana; nel IV secolo divenne inoltre un centro donatista. Nel V secolo Timgad venne saccheggiata dai Vandali, dopo di che iniziò il suo lento declino. Nel 535 la città venne occupata dal generale bizantino Salomone, mentre nel VII secolo essa venne brevemente ripopolata come un centro di primaria importanza per la Cristianità; in seguito ad un saccheggio da parte dei Berberi Timgad venne però definitivamente abbandonata. La città scomparve dalla storia fino all’inizio degli scavi archeologici, nel 1881. Quando venne fondata, Timgad si trovava in un’area fertile a circa 1000 metri sul livello del mare. Le sabbie del Sahara, ricoprendola completamente ne hanno favorito l’ottimo stato di conservazione. Nel 1982 Timgad è entrata a far parte dell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
  • Tipasa è situata sulla costa del Mar Mediterraneo, ed è la capitale della provincia di Tipasa. La città moderna, venne fondata nel 1857, ed è famosa soprattutto per le sue belle spiagge sabbiose. In passatoTipasa era antico insediamento commerciale punico, in seguito fu occupata dai romani che ne fecero il punto di riferimento per le campagne volte alla conquista dei regni della Mauritania. Nelle rovine della città si possono vedere resti di epoca fenicia, romana, bizantina e paleocristiana accanto a monumenti indigeni come la Kbor er Roumia, inoltre spicca il grande mausoleo reale di Mauritania. Nel 1982 Tipasa venne inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
  • Il territorio dell’Algeria comprende un’ampia parte del deserto del Sahara, che in epoca coloniale ebbe una amministrazione indipendente. La zona più vitale del paese è certamente il Maghreb, che costituisce un settimo del territorio nazionale. Nel Maghreb confluiscono due sistemi di rilievi e pieghe, formatisi in due fasi dell’orogenesi alpina: l’Atlante del Tell e l’Atlante sahariano. L’Atlante del Tell chiamato anche Atlante Telliano o semplicemente Tell, risale al Pliocene. Esso è formato da diverse catene montuose discontinue, in cui spiccano massicci calcarei. Lungo la costa, le catene del Tell sono orientate da ovest-sud-ovest a est-nord-est e definiscono la morfologia del litorale, caratterizzato da promontori rocciosi e brevi spiagge. Le massime cime del Tell si trovano nell’Ouarsenis 1983 m, nel Babor 2004 m e nella Djurdjura 2308 m, che si ergono nelle zone della Piccola e Grande Cabila. Nelle zone più depresse del Tell ci sono zone pianeggianti; alcuni esempi sono la piana dietro Algeri, le pianure di Annata e Orano, la valle fluviale dello Cheliff. L’Atlante Sahariano, è più antico di quello del Tell e risale al Paleozoico, ha subito fenomeni erosivi più significativi e raggiunge quindi altitudini inferiori. Le brevi catene di Ksour, Amour, Ouled e Nanil non oltrepassano i 2000 m di altezza. Fanno eccezione i massicci dell’Aurès 2328 m e dell’Ahaggar 3000 m. All’interno si trova una successione di altopiani che variano in altezza fra i 600 e i 1200 m; più estesi a ovest, a est si uniscono alle catene del Tell per proseguire verso la Tunisia. Geomorfologicamente, l’Atlante Sahariano è caratterizzato da uno zoccolo archeozoico di rocce cristalline. A più riprese il mare è penetrato nella zona, per cui le rocce più antiche sono coperte da strati sedimentari calcarei, arenarie e argille. Lo zoccolo cristallino emerge invece in corrispondenza dell’Ahaggar, che a tratti appare coperto da formazioni laviche basaltiche. L’importante degradazione meteorica subita dalla regione, e la conseguente frammentazione delle rocce superficiali, hanno portato a una morfologia desertica fra le più peculiari del mondo, con superfici rocciose erose dal vento tipo l’Hamad di Tademait, alternate ad aree sabbiose come il Grande Erg Occidentale e Orientale e ciottolose. Durante la stagione invernale, più fresca si possono percorrere le varie piste che s’inerpicano nelle zone desertiche, per ammirare i paesaggi mozzafiato, per mescolarsi con i Tuareg o per fare un viaggio sul dorso di un cammello.
  • Algeria foto
  • oltre a questo post nel sito in questa pagina troverete la mappa, cartina geografica stradale dell’Algeria. In questa pagina troverete informazioni sul clima e sul periodo migliore per fare un viaggio una vacanza in Algeria. In questa pagina troverete l’indice degli aeroporti presenti in Algeria.

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