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Monumenti in Sicilia, monumenti Sciacca,
arte Sciacca, chiese Sicilia, chiese Sciacca

Sciacca come tutta la Sicilia è ricca di antichi monumenti e chiese che sono vere opere d’arte, per gli amanti del genere Sciacca offre dei veri capolavori meritevoli di essere visti e ammirati.

Le Mura, Porta Palermo,
Porta San Salvatore, Porta San Calogero

Sciacca è una città di notevole interesse artistico, a partire dalle sue mura edificate in vari strati sono molto spesse, le prime furono costruite nel 1335 circa, a queste si sovrapposero quelle costruite nel 1550 e portano il nome del viceré Giovanni De Vega che li fece costruire e ne diresse personalmente i lavori. La città aveva tre porte d’accesso che sono state tutte ristrutturate, sono Porta Palermo situata nelle vicinanze di Piazza Sturzo fu restaurata nel 1753 sotto il Regno di Carlo III di Borbone, si possono ammirare delle belle colonne, sulla sommità sono adornate da un bel gruppo scultoreo raffigurante una grande aquila, lo stile è quello barocco. La Porta San Salvatore, edificata nel XVI secolo, si trova in Piazza Carmine, ed è adornata da belle sculture di stile rinascimentale. La Porta San Calogero, che si trova nell’omonima piazza, è del 1536 in alcune protezioni nella zona per la ronda a guardia della porta, si notano una serie di merlature che denunciano una difesa realizzata sia contro armi da fuoco che contro armi da tiro.

palazzo del municipio, palazzo Inveges, palazzo Tagliavia

Il palazzo comunale di Sciacca ex collegio dei Gesuiti è stato edificato nel 1613 dai Gesuiti con il contributo di G. B. Perollo, Dopo la proclamazione del Regno d’Italia divenne demanio dello Stato. Di proprietà del comune è oggi sede degli uffici municipali. L’edificio, di stile tardo rinascimentali, circonda due vasti atri, situati a quote diverse, La parte superiore è di forma quadrata con intorno delle colonne sormontate da archi a tutto sesto e incorniciato da una balaustra lapidea che delimita il sovrastante tetto a terrazza, La parte inferiore è di forma rettangolare con intorno dei robusti pilastri su cui poggiano le arcate che reggono i muri dell’ala meridionale dell’edificio. All’interno di quest’atrio si trova un antica meridiana. Il palazzo Inveges è un edificio appartenuto alla nobile famiglia Inveges, qui si trova il più sontuoso portale barocco della città, oltre a dei bei balconi con le originali ringhiere a petto d’oca. Il palazzo Graffeo è un edificio barocco con il caratteristico portale di tipo ad arco lucchese, e ingloba una costruzione del XV secolo, come si capisce dall’arco a sesto ribassato posto sulla destra del portale e da una scala in stile gotico-catalano con i caratteristici gradini con risega situata all’interno del cortile. Possiede uno spendido balcone, poggiato su robuste mensole lapidee altamente decorate da motivi in stile baroccho e visi umani, è situato sula lato a est dell’edificio. Il palazzo Maurici ingloba elementi del medioevo insieme ad altri dell’epoca barocca, conserva il suo bel portale in stile barocco, all’interno al primo piano elevato si trova una bifora con colonnina tortile di stile chiaramontano oltre ai vari balconi settecenteschi. Il parapetto a traforo che circonda la sopraelevazione è di origine ottocentesca. Di quella che fu una stupenda costruzione settecentesca il palazzo Ragusa, oggi rimane solo una parte del prospetto e il bel portale del 1770. In corso Vittorio Emanuele si può vedere la facciata caratterizzata da un lungo balcone e da un terrazzo merlato del Palazzo Tagliavia San Giacomo che fu rinnovato da Giuseppe Tagliavia nel XIX secolo coprendo l’originaria struttura costruita nel quattrocento.

chiesa del Carmine, Castello dei Conti Luna

La chiesa San Salvatore della quale rimangono pochi elementi inglobati dalla chiesa del Carmine, da il nome alla Porta San Salvatore. Ed è un rifacimento fatto nel 1581 come si legge sul mascherone scolpito sul lato sinistro del fornice. La costruzione è chiaramente rinascimentale, con l’arco e le colonne sostenute da due elefanti stilofori, e la facciata esterna, riccamente ornata con gusto spagnolo-moresco di rabeschi a forme di volute e bassorilievi elegantemente modellati, che rappresentano dei leoni rampanti. Il balcone sopra la porta è ornato da tre stemmi, quello della città, quello della casa d’Austria allora regnante e quello della famiglia Sotomajor, in ricordo del capitano che la fece costruire. Guglielmo Peralta nel 1380 fece costruire il Castello dei Conti Luna, che sorge in alto su una roccia nella parte est della città ed è all’interno delle antiche mura. Il complesso è formato da quattro parti la cinta, il mastio, il palazzo comitale e la torre cilindrica. La cinta che ha una pianta poligonale è formata da mura alte e robuste, e serviva per la difesa esterna. Il mastio, cioè la torre maestra a pianta quadrangolare, aveva la funzione di sorvegliare la cinta, il terreno esterno e il cortile interno; di esso resta oggi soltanto la base. La torre cilindrica si trova nel perimetro della cinta, è a due piani, dalle volte costruite con conci accostati a coltello. Del palazzo del Conte, a pianta rettangolare, che occupava il lato ovest del castello, resta oggi soltanto l’alto muro esterno con quattro ampie finestre dalle quali si può ammirare il panorama della città. Dall’ingresso, situato a Nord e munito di ponte levatoio, si entrava nel cortile, dove erano le scuderie, i locali degli uomini d’arme, e una cappella dedicata a S. Gregorio. Il castello è uno dei più interessanti esempi di architettura civile e militare del ‘300 esistenti in Sicilia.

palazzo Amato, torre del palazzo del Pardo,
palazzo Ventimiglia, palazzo Steripinto
palazzo Fazzello, palazzo Perollo,
La torre Campanaria di Sciacca

L’ex chiesa di San Vito di cui non si conosce la data della sua fondazione, ma si sa che esisteva già durante il periodo della dominazione angioina (1266-1282). Affiorano dalle pareti esterne alcune strette finestre dalla caratteristica strombatura e le strutture del campanile con due interessanti protomi lapidee raffiguranti due teste di cani, simbolo del santo. La chiesa fu ricostruita tra il 1786 e il 1817 e rifinita nel 1842; ad una sola navata e cinque altari, fu poi nel dopoguerra trasformata in sala cinematografica. Nella Sciacca medievale erano presenti molte torri, merlate o meno, tipiche delle dimore feudali. La torre del palazzo del Pardo è l’esempio più interessante dato che è rimasta praticamente integra. Alcuni parti marmoree sembra che siano state aggiunte in altri tempi, mentre appartengono sicuramente alla costruzione originaria i motivi decorativi della finestra al primo piano e due cariatidi in tufo che reggono la cornice sulla finestra. Il palazzo Amato fu la dimora della nobile famiglia Amato, originaria della Catalogna, l’edificio conserva una bella scala del settecento. Il palazzo Arone Tagliavia è di notevoli dimensioni, il palazzo è interessante in modo particolare per la bellissima scala coperta in stile barocco, situata nell’interno del vasto cortile sul lato occidentale del palazzo, una bifora con elegante davanzale del XV secolo è quanto rimane di un antico edificio inglobato in quello attuale; in cima alla colonnina della bifora, lo stemma raffigurante un leone che abbraccia una colonna è della famiglia Abbracciabene, oggi estinta. Il palazzo Perollo è uno dei pochi palazzi signorili del XV secolo rimasti a Sciacca appartenne a un ramo dei Perollo, nobile famiglia di origine francese, L’edificio ha una pianta rettangolare, è di architettura notevole per le tre bifore gotiche del piano nobile e per la bella scala catalana dai gradini con cornice a risega, ha subito numerose manomissioni, tra cui l’aggiunta di un balcone barocco nel Settecento. Sotto l’intonaco in parte scrostato si intravedono un arco acuto costruito con conci di tufo conchigliare compatto a vista e alcune antiche finestre tamponate, e altri particolari della struttura originaria. All’interno meritano particolare interesse una volta a costoloni poggianti su quattro mensole angolari e due grandi soffitti a cassettoni, uno dei quali con quadrelli dipinti a motivi floreali. Il palazzo Steripinto è stato eretto nel 1501, come si può leggere sull’iscrizione incisa sull’architrave del portale d’ingresso, da Antonio Noceto, nipote del famoso botanico Gerardo Noceto, è uno dei più interessanti esemplari di tutte le arti plateresche in Sicilia. Sulla facciata si fondono elementi strutturali e morfologici tardo gotico-catalani e rinascimentali di origine italiana. Il nome deriva dal sostantivo “Hosterium”, cioè palazzo fortificato, e il participio passato “pictum”, dipinto, ma anche ornato. La facciata è caratterizzata da una fitta serie di bugne di pietra a punta di diamante dal bellissimo effetto decorativo. Il regolare allineamento delle bugne è interrotto al piano nobile da tre eleganti bifore gotiche, delle quali quella centrale è ad archi bilobati, e al piano terra da un portale architravato dagli stipiti profondamente scanalati e da due finestre rettangolari. La cornice cordonata dello zoccolo, quella marcapiano che collega le tre bifore e quella alla base dell’attico attenuano con le loro linee orizzontali lo slancio verticale del palazzo, che è coronato da merli a coda di rondine. Due colonnine marmoree inserite nei due cantonali ai lati del prospetto, probabilmente sono state riportate da altri edifici demoliti. Al centro della lunetta lo stemma sopra il portale è dei Lucchesi Palli a cui l’edificio passò in proprietà, mentre quello sui capitelli delle colonnine delle bifore è dei Noceto. L’interno, fortemente rimaneggiato nel corso dei secoli, conserva una bella volta a crociera con costoloni e chiave di volta, sorretta da robusti archi a sesto acuto, in un locale di passaggio tra l’androne e il giardinetto interno. Il palazzo Ventimiglia è un interessante costruzione del XV secolo, di notevole valore artistico per la facciata quasi intatta, per l’elegante portale gotico-catalano in pietra locale ad intaglio, con l’architrave ornato da una testina femminile al centro e due roselline laterali, e la bellissima trifora in stile gotico, deturpata dall’aggiunta del balcone, ma che comunque mantiene la struttura originaria. La cornice sulla trifora termina ai lati su mensole leonine di sapore medievale, mentre più in alto si trova una finestrina ad arco inflesso murata che serviva in origine ad aerare i tetti morti, insieme con un’altra identica, che si affaccia sul cortiletto interno. Notevole la scala gotico-catalana che porta al piano nobile e si trova nel cortile interno dal caratteristico acciottolato. La torre Campanaria di Sciacca è stata costruita nel 1550 dalla confraternita di S. Michele, è una grandiosa costruzione con delle forme perfettamente geometriche, con base quadrata e dalle superfici di conci a vista, prive di finestre, tranne che sul lato meridionale. Dalle sue caratteristiche sembra una di quelle opere di difesa costruite a Sciacca nel XVI secolo, quando era pressante la minaccia di incursione di pirati o di uno sbarco dei Turchi. Fu senz’altro innalzata per il controllo delle coste e in seguito utilizzata come campanile.

Il duomo di Sciacca, Basilica di Maria SS. del Soccorso
Chiesa di Sant’Antonio Abate, Chiesa del Collegio,
Chiesa di San Domenico, Chiesa del Carmine
Chiesa di Santa Margherita, Chiesa dello Spasimo

Numerosi mercanti genovesi, residenti a Sciacca per curare i loro affari nel 1520 costruirono la Cappella di San Giorgio dei Genovesi, che è situata vicino al porto ed è in parte sotterrata. Il Duomo cioè la Basilica di Maria SS. del Soccorso è situata in Piazza Don Minzioni, edificata nel XII secolo su ordine di Giuditta la Normanna, ha tre ampie navate con monumentali archi in stile normanno. Nel suo interno si possono osservare numerose opere del 1400-1500 fra le quali una scultura di Antonello Gagini ed una statua, raffigurante la Madonna della Catena, attribuita a Francesco Laurana. Nel 1656 era stata eseguita una parziale ristrutturazione della facciata, che non è mai stata completata, ma su di essa si possono ammirare tre sculture di Antonello e Domenico Gagini, e delle colonne e dei portali ad arco curve. Nelle vicinanze del duomo si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate, costruita nel XV secolo. In via Roma è situata la Chiesa del Collegio, costruita verso il 1500 e restaurata nel 1613, offre ai turisti la vista di un magnifico portale a timpano triangolare, e internamente un unica navata con cappelle incassate, inoltre nel presbiterio si trova una tela dipinta da Domenico Domenichino, e in una delle cappelle si può ammirare una Madonna del 1655 fatta da Michele Blasco. Uno dei migliori esempi dell’architettura di Sciacca è la Chiesa di San Domenico con il suo Convento, la chiesa è stata edificata in stile barocco nel 1176, ha un unica navata guarnita da 8 cappelle, Il terreno dove è stata costruita la chiesa si trova in Corso Vittorio Emanuele, la chiesa nel passato era occupata dal Palazzo dei Giurati e da due Chiesette Trecentesche. La Costruzione della Chiesa di San Domenico e dell’annesso Convento si deve a Tommaso Fazello mentre ai figli di Antonio Medici si deve la costruzione del presbiterio della Chiesa. Il Convento fu eretto nel 1534. nel 1866 In seguito alla legge sulla soppressione dei Conventi divenne una proprietà dello stato, e venne utilizzato per ospitare uffici e scuole. Sulla stessa aerea In Piazza Carmine sono state ricostruite in vari tempi tre chiese, la prima fatta costruire dal Conte Ruggero nel XII secolo fu dedicata a San Salvatore, pochi anni dopo arrivarono i Padri Carmelitani, che affianco alla chiesa costruirono un convento, con il passare di alcuni secoli la chiesa si deteriorò a tal punto da dover essere abbattuta e nuovamente edificata verso il 1579. Ma anche questa chiesa non resistette a lungo e venne demolita 200 anni dopo, e nella prima metà del 1800 sorse la struttura che possiamo ammirare al giorno d’oggi, la facciata principale della chiesa ci testimonia tutti questi cambiamenti, difatti ci sono ancora strutture recuperate dall’antica chiesa di San Salvatore, le porte chiuse delle navate laterali, il superbo rosone medievale in chiaro dallo stile gotico, e i tetti spioventi a capanna con le finestre strombate di chiaro stile normanno. La cupola della chiesa è magnifica e si può vedere bene dalla piazzetta antistante alla chiesa oggi chiamata chiesa del Carmine. Nella stessa piazza si trova anche la Chiesa di Santa Margherita fatta costruire da Eleonora d’Aragona, moglie del Peralta nel 1342. Questo edificio ebbe una prima ristrutturizzazione nel 1595 quando fu adornata con stupende colonne angolari con architravi, fregi e cornici. un ultimo restauro è stato fatto nel 1994, da allora è aperta al pubblico, ma non ci si svolge più funzioni religiose, l’ingresso principale è fatto in stile catalano, invece il portale marmoreo situato sulla destra viene attribuito a Laurana, e realizzato nel 1468. L’interno con un unica navata, è in stile barocco e conserva stucchi policromati ed affreschi di Ferraro, del XVII secolo. Sull’altare si può ammirare un’icona in marmo del 1510, una statua in legno eseguita da Frigia nel 1544, dove viene raffigura Santa Margherita, ed un organo ligneo del 1641. Nella navata sono presenti sei grandi riquadri e molti medaglioni realizzati dal Portulani tra il 1529 e il 1530. In Corso Vittorio Emanuele troviamo la Chiesa dello Spasimo edificata nel 1632, questa è affiancata da un convento che è situato nel cortile del Palazzo Fazzello edificato nel 1500 circa.

Chiesa di San Michele, Chiesa di Santa Maria dell’Itria
Santa Maria delle Giummare, Chiesa di San Francesco di Assisi
Chiesa di San Giuseppe, Chiesa di Santa Maria del Giglio
Chiesa di San Leonardo, Chiesa di Santa Maria di Loreto
Chiesa del Purgatorio, Chiesa dell’Olivella
Chiesa di S. Maria dell’Itria

In piazza Noceto è situata la Chiesa di San Michele, edificata per volontà di Natale Amodeo, un ricco commerciante nel 1614 è fra le più belle di Sciacca, la facciata ha uno stile lineare, con pareti chiare di calce, impreziosita dalle paraste di pietra dorata a vista. Il primo ordine ha tre portali. Sul timpano della porta principale si trova una statua di marmo bianco di S. Michele risalente al quattrocento. Nella parte interna della facciata si può vedere un’imponente tribuna cantoria risalente al XVII secolo, fastosamente intagliata in stile barocco, e si può ammirare un organo risalente al 1832. Nell’interno della chiesa si trovano pregevoli opere di scultura e pittura, fra i quali spiccano un dipinto su tavola di S. Girolamo del XV secolo, e un bassorilievo raffigurante l’Angelo Gabriele e il bambino Tobia, S. Giovanni e l’ Addolorata un dipinto di Tresca del 1788, una fonte battesimale di marmo del 1586 e un Ostensorio reliquario d’argento nel quale si custodiscono due spine che si suppone appartengano alla corona di Cristo. Guardando l’altare maggiore si vede una statua lignea di S. Michele, opera del seicento di Li Volsi. La chiesa è decorata con dipinti di Luigi Schittone e conserva anche un crocifisso del Quattrocento. Sempre in piazza Noceto si trova il complesso monumentale più importante della città, formato dalla Chiesa di Santa Maria dell’Itria di Sciacca, chiamato comunemente Badia Grande, con l’annesso monastero, la chiesa fu fatta costruire da Guglielmo Peralta nel 1380 e ristrutturata negli anni attorno al 1780 da Luciano Gambino. La facciata è formata da uno schema compositivo estremamente semplice nel primo ordine, mentre la loggia e l’attico sono più slanciati e impreziositi da decorazioni barocche, la parte interna ha un unica navata arredata da preziose decorazioni in oro zecchino e importanti opere d’arte, con dipinti del Testone, invece ai fratelli Cannella sono da attribuire le gelosie a petto d’oca fatte come anche gli altari e il pavimento in marmo rosso di Sciacca. Dentro la chiesa ci sono molte reliquie delle famiglie sia dei Peralta che dei Luna. In piazza San Nicolò si trova la chiesa più antica della città, la Chiesa di San Nicolò La Latina, costruita su volere di Giuditta nel 1100 è un edificio di piccole dimensioni a cui era annesso un monastero di cui rimane poche tracce, la sua facciata è fatta a capanna, costruita con pietra calcarea ed è guarnita da una bella cornice leggermente sporgente, con un portale e tre finestre incorniciate a doppio rincasso, con la parte superiore leggermente più sporgente che quella inferiore riesce a creare un gioco di ombre e luci bello a vedersi, tre absidi non molto grandi di forma cilindrica fatte con una perfetta geometria caratterizzano lo stile arabo della costruzione, l’interno che ha un unica navata ricoperta da un soffitto in legno, è fatto a croce latina, nelle pareti si vedono i resti di affreschi bizantini, in alto ci sono delle piccole finestre strombate. Un altra chiesa molto importante dal punto di vista artistico è quella di Santa Maria delle Giummare, situata in via Valverde, fu edificata per volere di Giuditta negli anni intorno al 1130, e quasi totalmente ricostruita nel nel XVI secolo, anche successivamente ha avuto numerosi ritocchi che ne hanno modificato la versione originaria, molto interessante è la facciata principale che ha più le caratteristiche di un edificio del medioevo invece che di una costruzione religiosa, a parte il finestrone e il portale centrali, che sono d’epoca barocca, ristrutturata nel 1530 ha preso uno stile gotico-catalano, la chiesa è composta da tre parti principali, la parte centrale ha due notevoli pilastri ed è la chiesa vera e propria, invece le parti laterali con la forma di torri merlate con varie bifore e piccole finestre ad arco inflesso sono le zone del monastero. La chiesa ha un ballatoio merlato sostenuto da archi inflessi che poggiano su dodici beccatelli. L’interno ha un unica navata che è molto ben conservata, con le sue ringhiere panciute delle tribune, fatte in ferro battuto, ha delle caratteristiche grate e vari comunichini di bronzo dorato che insieme alle finestre testimoniano lo stile barocco originario. Internamente si possono ammirare diversi dipinti di Gaspare Testone, e di Mariano Rossi, quest’ultimo è anche l’autore degli affreschi che ornano la volta, si può ammirare il dipinto su tavola S. Maria di Valverde risalente al XIV secolo. Nella cappella della Madonna delle Grazie caratterizzata da una volta a crociera con costoloni e chiave di volta in conci in vista a forte rilievo, è conservata una stupenda statua in marmo della Madonna che regge il Bambino. Fra le tante opere che si vedono nella chiesa si vede un ostensorio d’argento con custodia in oro massiccio del 1697, che è un vero capolavoro dei maestri orafi siciliani un’acquasantiera del Quattrocento e un crocifisso cinquecentesco. In via Agatocle sorge la chiesa di San Francesco di Assisi, fondata nel 1342 dal Beato Matteo, fu consacrata nel 1514, fu in un primo tempo ampliata e poi restaurata nei secoli XVII e XVIII, seguendo gli stili in voga nei vari periodi, la chiesa si presenta con un magnifico portale originario del XV secolo, insieme a degli archi ogivali a rincassi e le colonnine oltre alle magnifiche cornici, internamente presenta una sola navata e aveva 11 altari, adornati da statue sia marmoree, che lignee, e di cartapesta, oltre a numerosi quadri oggi purtroppo dispersi. Nella chiesa è conservato il sarcofago del celebre giurista saccense Francesco Bicchetta. Altre chiese di minore importanza artistica sono quelle di San Giuseppe di Sciacca che fu fondata intorno al 1500 dalla famiglia Calandrino, fu ricostruita una prima volta nel 1608 da Giulio Boccone, e successivamente restaurata nel 1856, ci si può ammirare il portale barocco originale, e alcuni dipinti di autori saccensi, tra cui Tommaso Rossi e Gaspare Testone. La chiesa di San Francesco di Paola i cui lavori iniziarono nel 1627, e fu finita solo nel 1749. Costruita con una sola navata, internamente ha nove altari, e conserva alcuni ottimi dipinti della Sacra Famiglia, della Natività, e della Deposizione di Mariano Rossi, molto bello è anche il Crocifisso ligneo sull’altare a sinistra, e sugli altri altari le statue lignee del Santo Padre, di S. Apollonia e S. Sebastiano. La volta è stata dipinta dal saccense Luciano Vitabile. La Chiesa di Santa Caterina era già stata costruita nel 1109 dalla contessa Giulietta, nelle vicinanze di Porta S. Pietro. Una seconda venne costruita nel 1520, mentre quella attuale venne iniziata nel 1796 e finita nel 1839, con i lavori diretti dall’architetto Salvatore Gravanti, che fece fare un ampliamento della seconda chiesa inglobando il presbiterio. La facciata, intonacata a calce, è delimitata ai lati da robusti cantonali in conci di tufo conchigliare a vista, e centralmente ha un alto portale dal timpano curvilineo con un balcone soprastante e sulla sommità una suggestiva loggia e un campanile in stile barocco. L’interno è formato da una sola navata e originariamente aveva 5 altari, di questi oggi è rimasto soltanto l’altare maggiore di marmo, adornato con una statua lignea dorata di S. Caterina, si possono ammirare alcuni dipinti di Gaspare Testone e due statue di marmo di cui non si conosce l’autore. La chiesa di Santa Maria del Giglio fu fondata nel 1300, e restaurata sia nel 1565 che nel 1641. La facciata che si vede adesso deriva da un restauro non rispettoso delle antiche forme, avvenuto nel 1966. Difatti è stato aggiunto un campanile cuspidato al centro è stato costruito nel 1966 che contrasta con la linea dell’antico stile rinascimentale con pilastri, archi a tutto sesto e cantonali costruiti con conci di pietra locale. L’interno della chiesa è a forma di croce latina ed è diviso in tre navate da colonne, si possono vedere la tela di pregevole fattura della Natività della Vergine del 1628 e di alcune statue lignee del ‘700. La chiesa del Purgatorio fu costruita nel 1330, e ristrutturata nel 1480 dal nobile Pietro Burgio, la facciata presenta due cantoni laterali in conci di pietra locale, e un prezioso portale barocco, oltre a un medaglione che raffigura un’anima del purgatorio tra le fiamme e, sotto, un angelo e vi è rappresentato lo stemma della famiglia Burgio. L’interno ha un unica navata con tre altari e conserva varie opere di Mariano e Tommaso Rossi. Ci sono due belle acquasantiere in marmo rosso, e due preziose mensole con piedistallo scolpito in marmo giallo di Siena. In questa chiesa fu sepolto Francesco Savasta. La chiesa di San Leonardo è stata costruita nel 1393 da Paolo Argomento e dedicata a S. Maria della Neve, e dal 1572 a S. Leonardo. Ristrutturata alla fine del settecento venne aggiunto il cappellone, internamente ha una sola navata con cinque altari. In questa chiesa fu fondata nel 1646 l’Opera degli Agonizzanti. La Chiesa di Santa Maria di Loreto è stata costruita nel 1532, subendo modifiche e ampliamenti nel 1664, 1735 e 1755 quindi fu ristrutturata e aperta al culto nel 1930. La facciata,opera di Antonino Sorrentino è in stile liberty l’interno ha una sola navata e ci sono cinque altari. La chiesa dell’Olivella è stata edificata nel 1645 e dedicata a S.Maria dell’Arco, quindi fu restaurata nella prima metà dell’Ottocento quando assunse le attuali forme. L’interno si presenta con una sola navata, l’architettura è del tardo barocco, il pavimento originario in mattoni stagnati rimane soltanto nel presbiterio e nella sacrestia. La piccola chiesa della Madonnuzza è stata edificata nel 1639 e dedicata a S. Maria dell’Itria, ed è stata di recente riaperta al culto. La facciata, di puro stile barocco risale al 1725. All’interno si trova una bella statua di marmo di buona fattura.
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