Approffittate delle favolose offerte dei nostri sponsor, se siete interessati agli argomenti che propongono troverete quanto di meglio il web può offrire

Visitate gli altri nostri siti animali dal mondo - immagini dall'Europa
Seguite i nostri aggiornamenti giornalieri su tutti gli stati del mondo iscrivendovi cliccando sul pulsante mi piace di Facebook


  • Fare un viaggio, una vacanza in Camerun significa visitare uno stato situato nella parte settentrionale dell’Africa centrale. Geograficamente vario e articolato, lo stato ha una superficie pari a 475.440 km² (una volta e mezzo l’Italia) e si affaccia sul golfo del Biafra, un golfo minore del più ampio golfo di Guinea, nell’Oceano Atlantico. Le sue città principali, oltre alla capitale Yaounde, sono: Douala, Bamenda e Bafussam. Il Camerun può offrire quasi un riassunto dei vari aspetti dell’Africa nera a chi lo percorre interamente de Nord a Sud; la diversità delle sue regioni, con la parte meridionale coperta da dense foreste equatoriali e l’estrema punta settentrionale estesa nelle savane pre desertiche del lago Ciad, separate dal diaframma del massiccio montuoso dell’Adamaua, si riflette nella diversità del clima, della flora, della fauna delle popolazioni ed anche, perciò, degli interessi che vi può trovare un viaggiatore. La regione più settentrionale del paese, il triangolo che ha il centro principale in Maroua, è forse la più interessante del Camerun per la natura e l’ambiente umano, può essere facilmente raggiunta da N’Djamena la capitale del Ciad, (situata proprio sul confine tra i due stati) sia seguendo un itinerario via terra, che via aerea, e la sua visita potrà essere inclusa in un viaggio volto alla scoperte di entrambi i paesi. Un viaggio attraverso tutto il Camerun da nord a sud, o viceversa, può iniziare da N’Djamena e concludersi a Douala o Yaunde (o viceversa), centri tutti in diretto collegamento aereo con l’Europa. A Douala e Yaounde oltre che un poco conveniente percorso marittimo si potrà arrivare in aereo comodamente dall’Italia, e molte altre città nell’interno dello stato possono essere raggiunte con voli locali sia da N’Djamena che da Douala e Yaounde, ma molti amano attraversare lo stato percorrendo le non ottime strade, o usando dove è possibile il treno, per godersi maggiormente i panorami. In molti aeroporti è possibile noleggiare l’auto con o senza autista. All’infuori delle riserve faunistiche, forse le più interessanti dell’Africa centrale ed occidentale sono notevoli le possibilità che offre il Camerun ai cacciatori, sopratutto nelle savane del Bénoué, facendo base a Garoua nel periodo comprendente i mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio, e nelle foreste equatoriali del sud nelle zone di Edéa, Eseka e Ambam.
  • Se la visita al Camerun parte dal nord del paese, quasi una propaggine di N’Djamena, sulla opposta sponda del fiume Logone, Fort Foureau sarà la prima tappa dell’itinerario, e si può visitare la riserva di fauna di Kalamaloue, fare una gita ai villaggi fortificati del Kotoko: Goulfey sul fiume Chari e Logone Birni sul fiume Logone, ma la località più adatta da raggiungere è Maroua, dove si può vedere il palazzo del lamido fulbe, (Il lamidato è un sistema di governo islamico di tipo feudale presente in Camerun, istituito dai cavalieri Fulbé ad inizio Ottocento) un museo etnografico e un tipico mercato. Lungo la strada che collega Fort Foureau a Maroua si estende il parco nazionale di Waza una delle più belle riserve naturali della zona, dove ci sono degli hotel per i turisti. Da Mora a sud del parco nazionale di Waza, si prosegue poi visitando Oudjila, quindi si prosegue fino ad arrivare a Mokolo, da qui si può raggiungere il centro per turisti di Rumsiki, o andare direttamente a Maroua. Questa regione abitata dalle primitive popolazioni Kirdi, è una delle più suggestive dell’Africa anche per gli straordinari paesaggi dominati dalle aguzze guglie e dalle torri rocciose dei Kasipsi e dei monti Mandara. Un altro itinerario possibile partendo da Maroua è quello che conduce a Datcheka, Yagoua e Pouss, attraverso zone abitate dai Mugsum che conservano intatto un tipico e primitivo folklore. Da Maroua passando per Guider, oppure anche da Runsiki, si scenderà a Garoua, che è la base di partenza per la visita al parco nazionale del Bénoué, un altra grande riserva faunistica del paese, dotata di servizi per i turisti, ed è interessante anche compiere una deviazione per raggiungere Rey Bouba, nota per il palazzo fortificato del suo Lamido. Continuando verso sud si arriva sull’altipiano dell’Adamaua, un ambiente del tutto diverso e quasi inatteso. La meta principale qui è Ngaoundéré, tipica cittadella fulbe con il palazzo del Lamido, e punto di partenza per gite alle cascate del Tello, al lago Thizon, alle cascate della Vina e ai monto Ganga.
  • Da Ngaoundérési può raggiungere le città del sud, sia Douala che Yaounde, via terra conviene proseguire per Yaounde, passando per Meiganga, per Garoua-Boulai e per Bertoua, dove si iniziano a vedere le foreste equatoriali, e facendo una lunga deviazione per Batouri e Yokadouma si può andare a vedere i villaggi dei Pigmei. Da Yaounde la ridente capitale dello stato, dove si ammira il panorama del monte Fébé, ed è un centro regionale per caffè, cacao, copra, canna da zucchero e gomma. Si può proseguire verso Douala sia direttamente, sia passando per Ebolowa e vedere le sue piantagioni di cacao, per Kribi, località con delle stupende spiagge, dove la foresta equatoriale, in queste zone molto esuberante, raggiunge l’oceano, ed Edéa dove si può visitare il lago di Ossa. Da Douala la principale città dello stato e capitale economica del paese, di cui si visiteranno il porto e il museo etnografico, si prosegue per Buea, situata alle pendici dell’alto cono vulcanico del maestoso monte Camerun, per poi recarsi a Kumba per vedere il lago di Barombi, ed a Nkongsamba con le cascate dell’Ekom, per poi fare tappa a Dschang situata nel centro dell’altipiano dei Bamileké con la vicina Bafoussam, e quindi recarsi a Foumban, località di particolare interesse nella regione del Bamoun, dal notevole folklore, con il Palazzo del Sultano, il museo del Sultano, il museo delle arti e tradizioni Bamoun, e il tipico quartiere artigianale. Da Bafoussam passando per Bafia si può quindi tornare a Yaounde.
  • A Douala e a Yaounde non mancano ottimi ma costosi alberghi, in praticamente tutti gli altri centri turistici è facile trovare dei convenienti, semplici, alloggi. La cucina offerta in genere è di tipo francese, che è anche la lingua più parlata, ma nei centri turistici è molto conosciuto anche l’inglese, ci sono molte agenzie locali che organizzano tour guidati, in tutte le più ricercate località turistiche.
  • Camerun foto
  • Vai al post sul Bénoué National Park in Camerun
    Vai al post sul Kalamalou National Park in Camerun
    Vai al post sulla Edéa Wildlife Reserve in Camerun
    Vai al post sul Bouba Ndjida National Park in Camerun
    Vai al post sull’estuario Wouri in Camerun
    Vai al post sulla mappa carta stradale del Camerun
    Vai al post sul clima e sul periodo migliore per andare in Camerun
    Vai al post sugli aeroporti presenti in Camerun


    Il Botswana lo stato, l’arte e la cucina
    Il Botswana è un paese situato nell’Africa australe. Il Botswana è un paese senza sbocco sul mare con una popolazione di poco più di due milioni di persone, il Botswana era uno dei paesi più poveri dell’Africa, nel momento in cui ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1966. Ora il Botswana si è trasformato, passando nelle file dello status del reddito medio e diventando una delle economie in più rapida crescita nel mondo. Il Botswana ha una superficie di 581.730 km² ed è prevalentemente pianeggiante, tendendo a essere leggermente ondulato sugli altopiani. Il Botswana è dominato dal deserto del Kalahari, che copre fino al 70% della sua superficie terrestre. Il Delta dell’Okavango, il più grande delta interno del mondo, si trova nel nord-ovest. Il Pan Makgadikgadi, una grande salina, si trova nel nord. Il Limpopo River Basin, che ha una delle morfologie più importanti di tutto il sud dell’Africa, si trova in parte nel Botswana, nel sud-est del paese. Il fiume Chobe si trova a nord, e fa da confine tra il Botswana e la Namibia (Caprivi Region). Il Botswana ha diverse aree di habitat della fauna selvatica. Oltre alle aree del delta e del deserto, ci sono praterie e savane, dove gnu, antilopi, altri mammiferi e uccelli vivono e il nord del Botswana ha una delle poche grandi popolazioni restanti di licaoni, canidi in pericolo di estinzione. Il Chobe National Park che si trova nel distretto di Chobe, ha la più grande concentrazione al mondo di elefanti africani. Il parco si estende per circa 4.247 km ² e offre riparo a circa 350 specie di uccelli. Il Chobe National Park e la Moremi Game Reserve, nel Delta dell’Okavango, sono le principali destinazioni turistiche dello stato. Altre riserve importanti sono il Kalahari desert in Ghanzi District che si trova nel deserto del Kalahari, nel distretto di Ghanzi; il Makgadikgadi Pans National Park e il Nxai Pan National Park che sono nel distretto centrale di Makgadikgadi Pan. La Mashatu Game Reserve è di proprietà privata e si trova dove i fiumi Shashe e Limpopo River si incontrano nella parte orientale del Botswana. Un altra riserva di proprietà privata, è quella di Mokolodi Nature vicino a Gaborone. Ci sono anche dei santuari specializzati come il Rhino Sanctuary Khama, per i rinoceronti e il Makgadikgadi Santuario, per i fenicotteri. Sono entrambi situati nel Distretto Centrale. Nella parte settentrionale del Botswana, le donne nei villaggi di Etsha e Gumare sono note per la loro abilità nel costruire canestri usando le Mokola Palm locali e dei coloranti. I cestini intrecciati sono generalmente di tre tipi: grandi, cestini con coperchio utilizzati per lo stoccaggio, cestini aperti per il trasporto di oggetti sulla testa o per il grano trebbiato, e cestini più piccoli per metterci il grano dopo la spulatura. L’arte di questi cestini viene costantemente migliorata attraverso l’uso del colore e del design in quanto sono sempre più prodotti per uso commerciale. Altre comunità artistiche degne di nota sono quella delle ceramiche di Thamaga e quella dei tessitori di Oodi, entrambe situate nella parte sud orientale del Botswana. I più antichi dipinti del Botswana e del Sud Africa rappresentano la caccia, gli animali e delle figure umane, e sono state effettuati dai Khoisan, Boscimani oltre ventimila anni fa all’interno del deserto del Kalahari. Oltre a queste arti più tradizionali ci sono un certo numero di artisti di grande talento che fanno uso di mezzi moderni per esprimere se stessi. Ci sono alcune gallerie in giro per il Botswana che mostrano dipinti e sculture. Alcuni pezzi sono ispirati gli splendidi paesaggi del Botswana e altri dalle stesse persone. La cucina del Botswana è unica, ma condivide alcune caratteristiche con la cucina del Sud Africa. Esempi di piatti tipici del Botswana sono i pap, le boerewors, il samp, il vetkoek e i vermi Mopane. Un piatto unico del Botswana è il Seswaa, un purè molto salato a base di carne.
    Foto Botswana
    Vai al post viaggio delta dell’ Okavango
    Vai al post viaggio nella Moremi Game Reserve
    Vai al post sul Kalahari
    Vai al post sul Chobe National Park
    Vai al post viaggio in Botswana regione del sud
    Vai al post viaggio nel Botswana orientale e centrale
    Vai al post viaggio nel Botswana regione del Kgalagadi
    Vai al post viaggio nel Botswana Makgadikgadi e Nxai Pans
    Vai al post viaggio nella regione di Chobe
    Vai al post sulle regioni di Moremi e dell’Okavango
    Vai al post viaggio a Gaborone
    Vai a altri post sul Botswana: quando andare?
    Vai a altri post sul Botswana: clima, meteo.
    Vai a altri post sul Botswana: aeroporti
    Vai a altri post sul Botswana: mappa cartina geografica


    sparviere minore, Accipiter minullus
    Lo sparviere minore, Accipiter minullus ( Daudin, 1800), è un uccello rapace che fa parte del genere Accipiter, della famiglia degli Accipitridi, dell’ordine dei falconiformi (Accipitriformi, Sharpe 1874). Lo sparviere minore vive nelle zone di boschi e foreste, in genere lungo i fiumi o nelle valli. Vive anche nelle piantagioni di alberi esotici, che gli hanno permesso di colonizzare un ambiente più asciutto, e negli spazi aperti della savana in Africa, in: Angola, Botswana, Burundi, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Kenya, Lesotho, Malawi, Mali, Mozambico, Namibia, Ruanda, Somalia, Sudafrica, Sudan, Swaziland, Tanzania, Uganda, Zambia e Zimbabwe. Lo sparviere minore raggiunge una lunghezza da 23 a 27 cm, ha un apertura alare da 39 a 50 cm, il maschio pesa da 74 a 85 g, la femmina da 80 a 105 g. Chiamato così per le sue piccole dimensioni, lo sparviero minore è facilmente distinguibile per le due macchie bianche sulla superficie superiore delle sue piume nel centro della coda, che contrastano con il piumaggio scuro della parte superiore del corpo, e da una striscia bianca sul codrione. Il maschio sopra è grigio scuro, ha la gola bianca, e le parto inferiori bianche con macchie bruno rossastre, mentre la femmina è più grande ed è di colore marrone scuro di sopra, con ampie strisce marrone di sotto. L’iride è giallo, il becco nero, e le lunghe gambe ei piedi sono gialli. Gli esemplari presentano una quantità variabile di bruno rossastro sui fianchi, che è più rilevante nei maschi. I giovani sono più scuri degli adulti, hanno delle ampie macchie rotonde sul ventre, e i colori più opachi. Lo sparviere minore è un uccello molto difficile da vedere, spesso viene ignorato o confuso con altri falchi simili. Le chiamate di questo sparviero includono un acuto kek-kek-kek-kek, fatto dal maschio, e un più morbido Kew-Kew-Kew, fatto dalla femmina. La stagione riproduttiva dello sparviero minore varia con la posizione geografica in cui vive, e va da marzo a aprile, nel nord Africa orientale, da ottobre a novembre nel Kenya occidentale, e da settembre a febbraio in Sud Africa. Il nido è piccolo, ed è fatto con dei ramoscelli, spesso è ben nascosto in una forcella il alto su un albero e foderato con ramoscelli più sottili e foglie verdi. Vengono deposte da 1a 3 uova, che si schiudono dopo un periodo di incubazione da 31 a 32 giorni, l’involo dei giovani avviene da 25 a 27 giorni dopo la schiusa. Questo piccolo falco vola veloce, ed è molto agile in aria, cattura molte prede in voli, dopo una breve rincorsa. La sua dieta consiste principalmente di piccoli uccelli, ma anche alcuni pipistrelli, lucertole e insetti vengono catturati. Alcune prede vengono catturate per terra. Lo sparviero minore ha una vasta gamma ed è ancora relativamente comune, anche in piccole macchie di habitat e di habitat urbano boscoso. Si è anche adattato a vivere nelle piantagioni esotiche, riuscendo così ad ampliare la propria gamma, e attualmente non è considerato a rischio di estinzione. Lo sparviero minore è elencato nell’appendice II della convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES), questo significa che qualsiasi commercio internazionale delle specie deve essere attentamente monitorato. Tuttavia, non ci sono altre misure di conservazione specifiche attualmente in vigore per questo diffuso uccello predatore. L’Accipiter minullus è segnalato come a basso rischio nella lista Rossa IUCN delle specie minacciate del 2010.
    Foto uccelli; sparviere minore
    vai al post sulla famiglia dei falconiformi o accipitriformi


    astore nero, Accipiter melanoleucus
    L’astore nero, Accipiter melanoleucus (Smith , 1830), è un uccello rapace che fa parte del genere Accipiter, della famiglia degli Accipitridi, dell’ordine dei falconiformi (Accipitriformi, Sharpe 1874). L’astore nero vive nelle foreste di tutti i tipi, specialmente quelle con alberi ad alto fusto, comprese le piccole macchie di bosco riparate e montane e le piantagioni di alberi esotici, tra cui eucalipti e pini. Si ferma normalmente in posatoi in alto sugli alberi ed è difficile da vedere perché è spesso nascosto nel fitto del baldacchino. Vive in Africa, in Gambia, Liberia, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Ghana, Togo, Nigeria, Sudan, Eritrea, Etiopia, Somalia, Uganda, Angola, Zambia, Malawi, Mozambico, Botswana, Zimbabwe, Swaziland e diffusa, e Sud Africa. Il più grande delle specie Accipiter che vivono in Africa, l’astore nero che raggiunge una lunghezza da 40 a 54 cm, è un uccello da preda che si distingue per il piumaggio bianco nero, la punta arrotondata delle ali e la lunga coda. Anche se il piumaggio degli adulti è in genere nero sopra e bianco sotto, c’è una considerevole variazione nel patterning tra i vari individui. Più comunemente, il petto è bianco con macchie nere e chiazze lungo i fianchi e le cosce e, talvolta, in tutta il ventre, ma alcuni esemplari sono completamente neri tranne per una macchia bianca intorno alla gola. Il becco e le zampe sono gialli. L’astore giovane ha un piumaggio notevolmente diverso da quello degli adulti, che varia anche tra i vari esemplari. Mentre la testa è di colore marrone con striature scure e sopra è bruno, il ventre può essere o bruno-rossastro con striature scure o bianco panna. Anche se normalmente silenzioso, durante l’allevamento, l’astore nero maschio fa un verso trascrivibile in keeyp, forte, e la femmina, kek. La stagione della riproduzione varia in base ai luoghi dove vive, con le popolazioni dell’Africa Occidentale che si riproducono da agosto a novembre, mentre quelle dell’Africa centrale e meridionale lo fanno principalmente da maggio a ottobre. Le coppie nidificanti sono territoriali, costruiscono o riutilizzano i loro nidi in alto sugli alberi, di solito almeno a mezzo chilometro da altre coppie. Vengono depositate da 2 a 4 uova che vengono incubate da 34 a 38 giorni. Al giovane ci vogliono da 37 a 47 giorni prima di riuscire a volare. Durante la cova l’astore nero impiega una forma ingegnosa per il controllo dei parassiti, mettendo nel nido delle foglie di eucalipto, che con il loro forte odore respingono i parassiti, tra cui quegli acari che succhiano il sangue, e potrebbero far ammalare i pulcini. Dopo che i giovani hanno lasciato il nido, la coppia astore nero può riprodursi di nuovo, facendo così delle cova multiple, in un solo anno, un comportamento che è rara negli uccelli rapaci. L’astore nero rimane in generale residente in un luogo unico per la maggior parte dell’anno e i siti di nidificazione vengono spesso riutilizzati. Tuttavia, questa specie colonizza rapidamente nuove piantagioni, e può occasionalmente intraprendere lunghe escursioni sul mare, sui laghi o nei deserti. Un cacciatore formidabile, l’astore nero si nutre principalmente di uccelli, ed è in grado di affrontare prede grandi come le faraone. La tecnica di caccia principale di questa specie è quella di appollaiarsi su un albero, nascosto tra il fogliame, per poi precipitarsi ad intercettare le sue prede ignare. Anche se questo metodo di solito porta a un successo immediato, a volte, si traduce in un prolungato inseguimento ad alta velocità attraverso foreste, praterie e savane. L’astore nero si è ben adattato all’espansione dello sviluppo urbano, sfruttando l’abbondanza di piccioni e colombe che si trovano nelle varie città. Anche se la minaccia principale per l’astore nero è la deforestazione, al momento attuale è estremamente abbondante e difficilmente può subire un calo significativo. La capacità di adattarsi alle foreste secondarie e alle piantagioni esotiche significa anche che, a differenza di molte specie, ha beneficiato del crescente rimboschimento commerciale, e dell’introduzione di alberi esotici, che si sta verificando in alcune parti dell’Africa. Attualmente non ci sono misure di conservazione specifiche in vigore per l’astore nero. Tuttavia, si possono riscontrare molte aree protette che si trovano in tutta la sua vasta gamma. L’Accipiter melanoleucus è segnalato come a basso rischio nella lista Rossa IUCN delle specie minacciate del 2010.
    Foto uccelli; astore nero
    vai al post sulla famiglia dei falconiformi o accipitriformi


    astore comune, Accipiter gentilis
    L’astore comune dall’antico inglese gosheafoc, “falco dell’oca”, Accipiter gentilis, ( Linnaeus , 1758), è un uccello rapace che fa parte del genere Accipiter, della famiglia degli Accipitridi, dell’ordine dei falconiformi (Accipitriformi, Sharpe 1874). L’astore comune è residente nella maggior parte dell’Europa, dove rappresenta meno della metà della sua gamma a livello mondiale. La sua popolazione nidificante in Europa è di grandi dimensioni, stimata in più di 160.000 coppie, e notevolmente aumentate tra il 1970-1990. Anche se c’è stato un calo in diversi paesi nel corso degli anni tra il 1990 e il 2000, questi sono stati più che compensati dalle tendenze positive avutesi altrove, in particolare nella sua roccaforte russa la specie ha subito un moderato aumento globale. Le tendenze della popolazione sono difficili da determinare, senza prove concrete di un calo significativo negli ultimi decenni, ma probabilmente sono in calo in alcune aree soprattutto a causa dell’alterazione dell’habitat, che ci si può aspettare che continui; efficaci linee guida di gestione forestale per fornirgli una protezione adeguata rimangono ancora da stabilire. L’astore comune vive anche in: Alaska nelle zone occidentali e centrali, con molti uccelli che svernano più a sud, anche se alcuni sono stanziali; in Canada vive dal nord dello Yukon, all’ovest e sud del Mackenzie, nel sud del Keewatin, nel nord-est del Manitoba, nell’Ontario settentrionale, nel centro e nel nord-est del Quebec, nel Labrador, nel sud di Terranova, nel centro dell’Alberta, nel Saskatchewan meridionale, nel Manitoba meridionale, con molti uccelli che migrano più a sud a svernare. Negli Stati Uniti vive lungo l’intera lunghezza delle montagne lungo la costa del Pacifico, nel sud della California, nel sud del Nevada, nel sud dell’Arizona, nel Nuovo Messico meridionale, sulle pendici orientali delle montagne Rocciose, nel nord del Minnesota, nel Wisconsin settentrionale, nel centro del Michigan, in Pennsylvania, nel Connecticut nordoccidentale, nel West Virginia, nel Maryland occidentale, nel nord del New Jersey; tutta la gamma sverna nelle zone di riproduzione, solo casualmente alcuni si spostano nella California meridionale, nell’ovest e nelle zone centrali del Texas, nelle zone settentrionali degli stati del Golfo, e nelle zone centro occidentali della Florida. Nel Messico è più raro e vive dai 1000 ai 3000 m a Sonora e Chihuahua. Nell’Azerbaigian è un residente comune specialmente in inverno. In Armenia ci arrivano degli esemplari a svernare. In Siria ci sono zone di riproduzione in diverse località nel nord dello stato, più a sud arrivano gli esemplari a svernare, che appaiono a metà ottobre e rimangono fino a a metà aprile. In Libano passano scarsi uccelli migranti in tutto il paese, a partire da marzo aprile e dai primi di settembre a novembre, è un raro visitatore invernale nei mesi da dicembre a febbraio. In Israele si vedono rari esemplari in inverno, e c’è un discreto passaggio di uccelli migranti in molte parti del paese. In Marocco ci sono rari esemplari residenti e visitatori invernali. In Algeria è un casuale residente, e un visitatore invernale. In Iran ci sono scarsi esemplari residenti ma diventa comune in inverno. In Cina è un visitatore invernale e di passaggio durante la migrazione, nella maggior parte della provincia dello Yunnan. In Corea è un visitatore comune in inverno. Occasionalmente, per lo più durante le migrazioni si vede anche in Tunisia, Libia, Kuwait, Oman, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kazakhstan, Nepal, Bhutan e nel Tibet. Durante l’inverno la specie vive in un panorama frammentato di foreste, di zone clearcutting ( una pratica in cui tutti o quasi tutti gli alberi in una zona sono tagliati uniformemente ), di zone umide e di terreni agricoli. L’habitat non boschivo viene utilizzato solo se le grandi macchie di foresta non sono disponibili. Durante la stagione della riproduzione la specie vive in zone molto boscose con un alta densità di alberi di grandi dimensioni, con la chioma alta, e relativamente negli habitat aperti, sia in montagna che in pianura. Gli astori comuni raggiungono una lunghezza da 46 a 63 cm, hanno un apertura alare da 89 a 122 cm e presentando un notevole dimorfismo sessuale e hanno un peso sul mezzo chilo per i maschi delle razze più piccole, mentre le femmine delle razze più grandi possono arrivare a pesare 2,5 kg. Le loro ali arrotondate sono piuttosto corte ma ampie, la coda è lunga e ha delle bande scure bordate di bianco con una punta sottile bianca. L’esemplare adulto ha il piumaggio marrone grigiastro o blu grigiastro nelle parti superiori, la corona scura, un caratteristico sopracciglio bianco, l’iride è rosso per le specie nord americane, arancione per quelle europee e asiatiche, le parti inferiori sono bianche con una bordatura laterale scura, hanno un cospicuo sotto coda bianco, le zampe e i piedi sono gialli, il becco è giallo alla base e nero in punta. Il tutto forma un corpo adatto a muoversi velocemente nella folta vegetazione. I giovani hanno un piumaggio marroncino sulla parte superiore fino alla muta, nella parte inferiore sono di un giallo chiaro, o gialli, o beige, o arancioni o color salmone con delle strisce o delle macchie a forma di goccia. Nella primavera stagione degli amori, l’astore comune esegue una spettacolare ondeggiante danza di volo, e questo è il momento migliore per vedere questo uccello segreto della foresta. In questo momento, si può sentire un sorprendente verso somigliante a quello del gabbiano. Gli adulti difendono i loro territori ferocemente dagli intrusi, compreso l’uomo. Si presume che la loro insolitamente aggressiva difesa del nido è un adattamento difensivo dovuto all’arrampicamento per predare le uova, di alcune specie di orsi, tipo l’orso nero nel Nord America. Anche gli altri rapaci vengono attaccati se si avvicinano ai siti di nidificazione, e spesso devono cedere il territorio, o vengono uccisi dall’aggressivo Astore. L’Astore comune è considerato un rapace segreto e raramente si riesce ad osservare anche in aree dove i siti di nidificazione sono comuni. L’astore comune costruisce un nido in un albero, spesso una vecchia conifera, o utilizza il vecchio nido di qualche altra specie. Gli astori possono avere da 1 a 8 nidi che alternano nelle loro aree di nidificazione. La femmina costruisce il nido con i materiali portati dal maschio, ed entrambi i sessi riparano il rivestimento durante la stagione riproduttiva. Vengono deposte da 2 a 4 uova bianche o bianco-bluastre, solo una volta per stagione, ma se le uova andassero perse provvederebbero a una nuova covata. Quasi tutta l’incubazione viene fatta dalla femmina, e il periodo di incubazione è da 30 a 33 giorni in Armenia, da 28 a 32 giorni in Canada, mentre quello generale varia da 28 a 38 giorni. I giovani impiumano da 34 a 37 giorni, imparano a volare una decina di giorni dopo, e sono dipendenti dai genitori per il cibo per ancora circa sei settimane. Questa specie caccia uccelli e mammiferi in una grande varietà di habitat boschivi, spesso utilizzando una combinazione di velocità e agguati. Gli astori si vedono spesso volare lungo i tipi di habitat adiacenti a quelli dove vivono, come i margini di un bosco o un prato, volano basso e veloce sperando di sorprendere le ignare prede. Di solito sono predatori opportunisti, come la maggior parte degli uccelli da preda. Nel Nord America le prede principali sono i piccoli mammiferi e gli uccelli presenti negli habitat forestali, in particolare il tetraone dal collare, la lepre scarpa da neve, e lo scoiattolo rosso. Le specie predate possono essere molto diverse, i piccioni e i colombi, i fagiani, le starne, i gabbiani, vari trampolieri, picchi, corvidi e passeriformi. Le prede tra i mammiferi comprendono anche conigli e scoiattoli. Uccelli acquatici, fino alla dimensione del germano reale vengono cacciati. Le prede spesso sono più piccole dell’astore, ma questi uccelli occasionalmente possono uccidere animali molto più grandi di loro, fino alle dimensioni di lepri di due volte il loro peso. L’Astore è probabilmente un predatore significativo di altri rapaci, tra cui note prede sono il falco pecchiaiolo occidentale, i gufi, più piccoli Accipiter e il Gheppio americano. Il nome astore è un nome tradizionale anglosassone, goshafoc, letteralmente “falco dell’oca”. Il nome implica la prodezza della sua caccia contro un grande uccello come l’oca, ma sono stati anche usati per cacciare gru e altri uccelli acquatici di grandi dimensioni. Il nome “falco dell’oca” è un termine un po’ improprio però, perché tradizionalmente l’astore nell’antica e contemporanea falconeria è stato usato per cacciare conigli, fagiani, pernici, uccelli acquatici e altre prede di media grandezza. Un’eccezione di rilievo è la documentazione relativa alla tradizionale falconeria giapponese, dove gli astori erano usati più regolarmente per cacciare gru e alcune specie di oche. Nell’antica letteratura della falconeria europea, gli astori sono stati spesso indicati come uccello dei cuochi, a causa della loro utilità come partner nella caccia in contrasto con il falco pellegrino, un altro uccello tipico della falconeria, ma più associato con i nobili e meno adatto ad una varietà di tecniche di caccia e ai tipi di prede che si trovano nelle zone boschive. L’Astore è rimasto uguale al falco pellegrino nella sua statura e popolarità nella moderna falconeria. A seconda dell’autore di riferimento il numero di sottospecie dell’astore comune cambia, noi abbiamo cercato quelle che vengono più comunemente riportate nei siti internazionali incentrati sui volatili. L’Accipiter gentilis albidus che vive nella Siberia settentrionale e nella Kamchatka, ed è vagabondo in Giappone; L’Accipiter gentilis arrigonii: che vive in Corsica e in Sardegna; L’Accipiter gentilis atricapillus: che vive nell’America del Nord,nel sud nel Tennessee, nell’Arizona meridionale e nel Messico a sud di Jalisco; L’Accipiter gentilis buteoides: che vive nell’estrema Eurasia settentrionale e passa gli inverni a sud verso l’Europa centrale e l’Asia centrale; L’Accipiter gentilis fujiyamae: che vive in Giappone e passa gli inverni in Corea e nella Cina orientale; L’Accipiter gentilis gentilis: che vive in Europa e nell’Africa nord occidentale; L’Accipiter gentilis laingi: che vive in Canada e nel sud-est dell’Alaska; L’Accipiter gentilis schvedowi: che vive in Asia dagli Urali all’estremo oriente russo, nella Cina settentrionale e centrale, in Corea del Sud e passa gli inverni inverni più a sud, a nord dell’Himalaya e in Indocina. I rapporti intraspecifici hanno bisogno di ulteriori studi. Sottospecie generalmente non accettate includono il gallinarum (Europa occidentale e centrale), il kleinschmidti (Spagna e Nord Africa), il marginatus (sud-est Europa), il caucasicus (Caucaso), L’Apache (sud ovest degli Stati Uniti e Messico nord-occidentale), e molti altri dallo stato dubbio. L’Accipiter gentilis è segnalato come a basso rischio nella lista Rossa IUCN delle specie minacciate del 2010.
    Foto uccelli; astore comune
    vai al post sulla famiglia dei falconiformi o accipitriformi
    Subscribe to RSS